BASTA PAROLE.
L'APPELLO DI DON LUIGI CIOTTI ALLA SOCIETA' CIVILE
Don Luigi Ciotti è un uomo stanco: delle parole, delle ampollosità, delle cerimonie, delle etichette. Per questo ha deciso d’esortare all’azione concreta le associazioni. E per farlo ha scelto Milazzo: città dipinta da Antonio Mazzeo come “un luogo dove nulla sembra turbare o scandalizzare”. Un caso? Forse.
“I coordinamenti funzionano grazie all’umiltà, alla voglia di lavorare insieme e ad una coscienza del ‘noi’. Ultimamente noto molta autoreferenzialità, ma poche proposte concrete”, ha rivelato il presidente di Libera.
La sua linea d’azione è chiara, inequivocabile. Meno retorica, più fatti. Meno individualità, più cooperazione. Meno tribalismo, più coordinamento. Soli, dunque, non si è. Ma è necessario allargare orizzonti, adattarsi a una realtà multi sfaccettata, uscire da un circuito di lettura unilaterale. Fare rete, insomma.
“È possibile fare uno scatto avanti insieme?”, è stato l’appello che Luigi ha rivolto durante l’incontro con il Presidio di Libera “Rita Atria” Milazzo-Barcellona, svoltosi ieri a Gigliopoli: la città dei bambini spensierati. Realtà milazzese, a cui don Ciotti dimostra di essere particolarmente legato: “qui trovo la passione, il servizio e la responsabilità di accompagnare dei bambini nella loro crescita”.
Duro è stato, poi, il suo affondo alla politica di lacrime e sangue, portata avanti dall’attuale governo, che non risparmia le politiche sociali. “Nel 2008, i fondi a disposizione erano 2 miliardi e 500 milioni, quest’anno sono 400 milioni. La lotta alla mafia si fa con le politiche sociali, con la cultura, con il lavoro e con il servizio. Punto, non si discute”.
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