giovedì 2 ottobre 2014

disFORMAZIONE ... E A PAGARE SON SEMPRE GLI ULTIMI!

L’APPELLO DELLA IMPASTATO: DENUNCIATE TUTTO ALLE AUTORITA’ COMPETENTI!
DisFORMAZIONE – 8000 studenti siciliani vittime di un sopruso

Lo scandalo ha “bloccato” migliaia di ragazzi che non frequentano più le scuole pubbliche


“Vogliamo solo che nessuno ci neghi il diritto di poter studiare. Vogliamo solo rispettare la legge”. È questo il grido accorato di più di ottomila studenti, vittime dello scandalo sulla Formazione in Sicilia; lo stesso che ha visto in manette l’avvocato Francantonio Genovese (PD), a seguito dell’inchiesta sui Corsi d’Oro fortemente voluta dal Presidente della Regione Rosario Crocetta. Un eccesso di zelo, forse; probabilmente per vecchie remore politiche. Ma, andando per ordine, dopo la “Crociata di Crocetta” che ha colpito carnefici e vittime, la macchina della formazione, in Sicilia, è stata letteralmente gambizzata. 

Infatti nella morsa di questa battaglia, che non ha lesinato colpi a nessuno, sono finiti anche gli enti di formazione che adempivano ai propri obblighi. È il caso dell’Eduform, un consorzio con sede distaccata a Sinagra (ME), che ha raccolto decine di studenti provenienti da tutto l’hinterland nebroideo. Numerose le famiglie che hanno riposto fiducia nella coordinatrice dell’ente stesso, la professoressa Ester Fogliani. All’interno dell’ente, da Dicembre 2010, sono stati svolti numerosi corsi per il conseguimento della qualifica di Operatore del Benessere. 

I giovani, provenienti da nove comuni della zona, hanno abbandonato la scuola dell’obbligo optando per una via che li potesse immettere nel mondo del lavoro. Ma l’esperienza di questi studenti finisce proprio nel 2013 quando la Regione Sicilia taglia ogni fonte di sostentamento al consorzio Eduform impedendo agli iscritti di poter accedere al terzo ciclo dei corsi. Personale e docenti non retribuiti hanno più volte scritto agli uffici competenti della Regione che non ha mai dato risposte concrete. E poi ci sono loro: i ragazzi. Giovani che attendono che qualcuno gli dica una volta per tutte cosa fare del loro futuro. 

“Aspettiamo giorno dopo giorno che ci diano delle risposte”. Per molti, infatti, il percorso stava volgendo al termine; ma purtroppo non è stato così. Il personale docente non è intenzionato a continuare il servizio. I proprietari della sede della sede singrase non hanno percepito alcun compenso da tre anni, anticipando tutte le spese relative all’energia elettrica, al riscaldamento e alla pulizia degli stessi locali; le pratiche per lo sfratto sono già state avviate. E nel contempo dalla Regione tutto tace: nessuna notizia o risposta concreta da parte dell’Assessore alla Formazione Nelli Scilabra, né tantomeno da parte del dirigente generale dell’Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione e Formazione Professionale Anna Rosa Carsello, nonostante gli svariati appelli. Tanta indignazione da parte delle famiglie che sembrano intenzionate a sporgere querela ai danni dei sovra citati per il mancato rispetto della legge che prevede l’adempimento degli anni obbligatori d’istruzione. Giovani studenti in un limbo che imprecano contro un sistema sordo e statico. I genitori e gli studenti, che da un anno sono bloccati, chiedono solo che venga rispettata la legge aggiungendo il risarcimento di tutti i danni morali e psicologici. “Noi chiediamo che la regione ci dia delle risposte concrete. I nostri figli devono completare la loro scelta scolastica e vogliamo sapere l’iter da seguire.”

E intanto da Palermo il presidente del consorzio Eduform prof. Antonio Marasà esprime solidarietà a tutti i collaboratori interni ed esterni: “Ribadisco che il mancato pagamento non dipende da fatti e atti del consorzio ma dal comportamento omissivo della Regione, ente finanziatore.”

La Sicilia è in ginocchio. Tutto è fermo. Una landa lasciata all’abbandono, vittima del governo regionale più inconcludente di questi ultimi vent’anni e più. E a pagarne le spese sono i giovani, i disoccupati, coloro che fuggono da questa “terra maliditta”, vittima di se stessa, vittima della mentalità retrograda di un popolo che deve trovare il coraggio di ribellarsi per i propri diritti. L’Eduform è solo un caso: sono molti i corsi di formazione che riversano nella medesima situazione. Sono più di ottomila i giovani vittime di questo gioco perverso che ha bloccato il percorso formativo degli stessi. 

L’associazione Peppino Impastato,a tutela dei diritti dei cittadini, invita dunque tutti i giovani e le famiglie siciliane a sporgere querela presso la autorità competenti ai danni del Presidente della Regione Rosario Crocetta e dell’Assessore Nelli Scilabra. Nessuno può concedersi il lusso di giocare con il futuro, già incerto, di chi vive solo di speranza. Nessuno può calpestare il diritto di istruirsi. Adesso è il momento delle risposte.

Sonny Foschino 

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