L’APPELLO
DELLA IMPASTATO: DENUNCIATE TUTTO ALLE AUTORITA’ COMPETENTI!
DisFORMAZIONE
– 8000 studenti siciliani vittime di un sopruso
Lo scandalo
ha “bloccato” migliaia di ragazzi che non frequentano più le scuole pubbliche
“Vogliamo solo che nessuno ci neghi
il diritto di poter studiare. Vogliamo solo rispettare la legge”. È questo il
grido accorato di più di ottomila studenti, vittime dello scandalo sulla
Formazione in Sicilia; lo stesso che ha visto in manette l’avvocato
Francantonio Genovese (PD), a seguito dell’inchiesta sui Corsi d’Oro fortemente
voluta dal Presidente della Regione Rosario Crocetta. Un eccesso di zelo,
forse; probabilmente per vecchie remore politiche. Ma, andando per ordine, dopo
la “Crociata di Crocetta” che ha colpito carnefici e vittime, la macchina della
formazione, in Sicilia, è stata letteralmente gambizzata.
Infatti nella morsa
di questa battaglia, che non ha lesinato colpi a nessuno, sono finiti anche gli
enti di formazione che adempivano ai propri obblighi. È il caso dell’Eduform,
un consorzio con sede distaccata a Sinagra (ME), che ha raccolto decine di
studenti provenienti da tutto l’hinterland nebroideo. Numerose le famiglie che
hanno riposto fiducia nella coordinatrice dell’ente stesso, la professoressa
Ester Fogliani. All’interno dell’ente, da Dicembre 2010, sono stati svolti
numerosi corsi per il conseguimento della qualifica di Operatore del Benessere.
I giovani, provenienti da nove comuni della zona, hanno abbandonato la scuola
dell’obbligo optando per una via che li potesse immettere nel mondo del lavoro.
Ma l’esperienza di questi studenti finisce proprio nel 2013 quando la Regione
Sicilia taglia ogni fonte di sostentamento al consorzio Eduform impedendo agli
iscritti di poter accedere al terzo ciclo dei corsi. Personale e docenti non
retribuiti hanno più volte scritto agli uffici competenti della Regione che non
ha mai dato risposte concrete. E poi ci sono loro: i ragazzi. Giovani che
attendono che qualcuno gli dica una volta per tutte cosa fare del loro futuro.
“Aspettiamo giorno dopo giorno che ci diano delle risposte”. Per molti,
infatti, il percorso stava volgendo al termine; ma purtroppo non è stato così.
Il personale docente non è intenzionato a continuare il servizio. I proprietari
della sede della sede singrase non hanno percepito alcun compenso da tre anni,
anticipando tutte le spese relative all’energia elettrica, al riscaldamento e
alla pulizia degli stessi locali; le pratiche per lo sfratto sono già state
avviate. E nel contempo dalla Regione tutto tace: nessuna notizia o risposta
concreta da parte dell’Assessore alla Formazione Nelli Scilabra, né tantomeno
da parte del dirigente generale dell’Assessorato Regionale alla Pubblica
Istruzione e Formazione Professionale Anna Rosa Carsello, nonostante gli
svariati appelli. Tanta indignazione da parte delle famiglie che sembrano
intenzionate a sporgere querela ai danni dei sovra citati per il mancato
rispetto della legge che prevede l’adempimento degli anni obbligatori
d’istruzione. Giovani studenti in un limbo che imprecano contro un sistema
sordo e statico. I genitori e gli studenti, che da un anno sono bloccati,
chiedono solo che venga rispettata la legge aggiungendo il risarcimento di
tutti i danni morali e psicologici. “Noi chiediamo che la regione ci dia delle
risposte concrete. I nostri figli devono completare la loro scelta scolastica e
vogliamo sapere l’iter da seguire.”
E intanto da Palermo il
presidente del consorzio Eduform prof. Antonio Marasà esprime solidarietà a
tutti i collaboratori interni ed esterni: “Ribadisco che il mancato pagamento
non dipende da fatti e atti del consorzio ma dal comportamento omissivo della
Regione, ente finanziatore.”
La Sicilia è in ginocchio. Tutto
è fermo. Una landa lasciata all’abbandono, vittima del governo regionale più inconcludente
di questi ultimi vent’anni e più. E a pagarne le spese sono i giovani, i
disoccupati, coloro che fuggono da questa “terra maliditta”, vittima di se
stessa, vittima della mentalità retrograda di un popolo che deve trovare il
coraggio di ribellarsi per i propri diritti. L’Eduform è solo un caso: sono
molti i corsi di formazione che riversano nella medesima situazione. Sono più
di ottomila i giovani vittime di questo gioco perverso che ha bloccato il
percorso formativo degli stessi.
L’associazione Peppino Impastato,a tutela dei
diritti dei cittadini, invita dunque tutti i giovani e le famiglie siciliane a sporgere querela
presso la autorità competenti ai danni del Presidente della Regione Rosario
Crocetta e dell’Assessore Nelli Scilabra. Nessuno può concedersi il lusso di
giocare con il futuro, già incerto, di chi vive solo di speranza. Nessuno può
calpestare il diritto di istruirsi. Adesso è il momento delle risposte.
Sonny Foschino
Caro lettore, ti invito a mettere mi piace alla mia pagina per seguire tutti gli aggiornamenti, le inchieste e le notizie. CLICCA QUI ---- > https://www.facebook.com/pages/Sonny-Foschino/1484394458497648?notif_t=page_invite_accepted

Nessun commento:
Posta un commento
I commenti anonimi e offensivi saranno cancellati tempestivamente.