sabato 29 marzo 2014

ECCO MATTEO MESSINA DENARO - Il nuovo volto

IL NUOVO VOLTO DELL’ULTIMO CAPO DI COSA NOSTRA
L’IDENTIKIT DI MATTEO MESSINA DENARO
 A svelare il volto un confidente


SICILIA – Appesantito, con la stempiatura più alta e i capelli scuri, probabilmente tinti nonostante i suoi 52 anni. È stato quindi reso pubblico l’ultimo identikit di Matteo Messina Denaro, capomafia trapanese e latitante dal 1993.

La Guardia di Finanza è riuscita ad elaborarlo grazie alle descrizioni di un confidente che ha incontrato il boss. Da 21 anni le forze dell’ordine cercano il boss di Cosa Nostra, ritenuto il numero uno dopo la caduta dei corleonesi in Sicilia.

L’ultimo identikit era stato elaborato dalla Polizia di Stato tre anni fa e a Messina, ad opera di Cittadinanza Attiva, era stato diffuso in 30 paesi dove, in notturna, un gruppo di attivisti tappezzò l’intera provincia, compresa la città di Barcellona.



Ma adesso si aggiunge qualche dettaglio: Denaro non porta occhiali. Matteo Messina Denaro era sempre stato ritratto in vecchie foto con grossi occhiali da vista. In effetti il capomafia è affetto da una patologia alla retina che, probabilmente, lo ha reso cieco da un occhio.

Il boss avrebbe fornito alla reception del centro oftalmico la sua vera data di nascita e rivelato la città di origine: Castelevetrano. Ma avrebbe detto di chiamarsi Matteo Messina, omettendo, dunque, il secondo cognome, Denaro.

Figlio di Ciccio Messina Denaro, Matteo è forse nella storia il capo più giovane di Cosa Nostra: a quattordici anni inizia ad usare le armi da fuoco e a diciotto fa il suo primo omicidio. Ad un amico avrebbe confidato: "con le persone che ho ammazzato, io potrei fare un cimitero''.

Pupillo di Totò Riina e strenuo sostenitore della strategia stragista dei corleonesi, è stato condannato, tra l'altro, per gli attentati mafiosi a Roma, Firenze e Milano del '93.


Nonostante sia sempre stato vicino ai corleonesi la sua immagine è totalmente diversa dai vecchi ignoranti boss di paese. Lui ama il lusso, e non fa nulla per nasconderlo. Ama le auto sportive e le donne e nel corso della storia è stato soprannominato Diabolik. Interessi enormi nel mondo degli appalti, della droga e del giro di prostituzione nazionale e internazionale. A quanto pare, secondo gli inquirenti, dietro il business eolico di Trapani vi sarebbero i suoi capitali reinvestiti. 

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