lunedì 31 marzo 2014

BROLO - IMPASTATO VI PRENDEREBBE A CALCI IN CULO


LA MONTAGNA DI MERDA CRESCEVA
…E BROLO ERIGEVA MONUMENTI 
 “Se Impastato fosse vivo vi prenderebbe a calci in culo”


Oggi, purtroppo, sono infastidito. Infastidito da come chi dovrebbe tacere ha ancora il barbaro coraggio di farsi spavaldo su facebook, sui postriboli d'informazione (senza avere il coraggio di firmarsi) senza capire che questo è il momento opportuno per starsene zitti e riflettere sui propri misfatti. Però a Brolo questo non è possibile. Brolo è sempre stato il paese dei controsensi. Brolo è un controsenso.

E questa mattina, mentre passeggiavo per il lungomare, mentre gli altri non mi vedevano ma io vedevo tutto, tra le strette di mano, gli abbracci, le pacche sulle spalle e l’ipocrisia, mi sono fermato a quella che viene definita “Loggia dei Poeti”, il monumento eretto a perenne memoria di Peppino Impastato. Da li ho iniziato a riflettere. Quel luogo mi ha sempre affascinato in un certo senso, non tanto per la bellezza architettonica sulla quale avrei qualcosa da ridire, quanto per il significato che ha assunto nella mia vita. 

Ricordo il giorno in cui venne Antonio Presti a visionarlo e, diciamo, che non lo eresse a simbolo dell’arte contemporanea. Tanto è vero che in quell’occasione l’ideatore rimase un po’ deluso e qualcuno che simpatizza sia per Mussolini che per Che Guevara ebbe ad esclamare: “Si, ma Presti alla fine ha un brutto carattere. Presti è uno stronzo”. Io ho sempre apprezzato Antonio Presti invece; per il suo essere controtendenza, per il suo essere davvero artista nella vita e nell’animo, per il suo dire le cose in faccia. 

La Loggia dei Poeti invece è un monumento eretto a perenne memoria di Peppino Impastato. Fortemente voluto dalla Sak Be, associazione prediletta dell’ex sindaco Salvo Messina, e curato da Pierluigi Gammeri, architetto in erba, figlio primogenito dell’architetto Gammeri, già noto professionista del Comune di Brolo, fu opera patrocinata per commissione della stessa amministrazione Messina.  

 P. Gammeri, Presidente Sak Be e ideatore Loggia
Inaugurato in pompa magna con tre giorni di commemorazione, ora sta li, sopito, a guardare. Quando con quelli della Sak Be riuscivamo ad avere un dialogo mi dissero che inizialmente quel monumento era stato concepito come una sorta di muro dello sfogo, un luogo dove la gente poteva lasciare liberi pensieri e parole. E in effetti così è stato e così continuerà ad essere. Poi con la Sak Be la Impastato ha rotto. Perché il gioco è sempre lo stesso: dividi e governa, dividi e comanda!!! Loro si aspettano che mi metta a parlare dei costi di realizzazione dell’opera, di carte, soldi, compensi, critiche? No, niente di tutto ciò. E purtroppo a questo turno andate in bianco se è questo che aspettavate.

La Loggia
Io vi dirò con molta franchezza quella che penso sia la verità. Come può un’amministrazione comunale erigere monumenti a Peppino Impastato quando, consciamente, all’interno della Casa della Cuccagna, si agiva contro gli stessi cittadini? Con quale coraggio ci si riempie la bocca a parlare di Peppino Impastato quando si vuol creare solo un muro di appariscenza per celare le magagne. Mentre la montagna di merda cresceva questo paese, questa amministrazione, si erigeva a paladina di una legalità professata a parole. E nei fatti? Dimostratelo ai cittadini. 

Dimostrate la vostra trasparenza nei fatti, negli atti pubblici, nella gestione della Casa Comunale dove, come amo ripetere, TUTTO E’ STATO CONCESSO SENZA DISTINZIONE ALCUNA.

Una cosa la posso asserire con convinzione e determinazione: se Peppino fosse vivo vi prenderebbe a calci nel culo, ad uno ad uno: a partire dai vertici, per terminare coi figliocci che sapevano e hanno sempre saputo. E chi sapeva e non ha parlato è un FAVOREGGIATORE. 
La mente 

La maschera indossata all’esterno, per celare ciò che accadeva all’interno. Il vestirsi di falsità per far passare tutto inosservato. Questo è quello che è accaduto in questo paese: i falsi sorrisi, le false commemorazioni, il sindaco anticamorra, la cittadinanza onoraria a Piera Ajello. Tutto volto a cosa? Tutto destinato a chi?

Tipico esempio di legalità delle parole.

Io faccio parte di un’altra squadra, e sfido chiunque ad asserire il contrario. Sono qui ad attenderlo. Il prossimo che si sente in grado di poter attaccare una persona onesta, come mi ritengo di essere, che svolge il suo dovere da libero cittadino, senza chiedere niente a nessuno, per il bene della mia Terra per la quale darei la vita, si faccia avanti. Ovviamente non so quanto gli convenga perché voi che vi riempite la bocca, dietro risolini e commenti sottovoce, siete schiavi: di un sistema, di un partito, dei favoritismi, di vecchie logiche. E, possibilmente, in quella montagna di merda ci siete fino al collo. 

Io a differenza vostro sono libero: ed essendo libero posso dire e fare il cazzo che mi pare.

Con un sorriso sulle labbra e tanta determinazione


Fiat iustitia et pereat mundus.

Uno di voi!

Sonny

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti anonimi e offensivi saranno cancellati tempestivamente.