Occupazioni e Assenze nelle scuole
Messinesi
Foschino: “Presidi e docenti? I soliti
gattopardeschi bigotti”
La “Impastato” dice la sua sui giorni
di occupazione calcolati come assenze.
MESSINA - A
prendere ufficialmente posizione, per bocca del presidente pro tempore, è l’associazione
Peppino Impastato, attualmente
guidata dal messinese Sonny Foschino. A seguito della
notizia pervenuta che vorrebbe che alcuni consigli d’istituto della provincia
di Messina abbiano calcolato i giorni impegnati dagli studenti nelle
occupazioni come assenze, ha letteralmente scatenato l’ira e l’indignazione da
parte del direttivo dell’associazione dedicata al giovane attivista di Cinisi
che non si è riservata nessun colpo.
A
seguito delle dichiarazioni del sindaco di Capo d’Orlando, Enzo Sindoni, che si è
schierato nettamente a favore degli studenti, non tardano ad arrivare quelle
del presidente della Impastato che ha così commentato: “In questa società, dove tutto sembra progredire, quando in realtà si
retrocede giorno dopo giorno, alcuni presidi e la stragrande maggioranza dei
docenti sono e restano i soliti bigotti che utilizzano i metodi
consueti per compiere queste infantili ritorsioni sugli studenti che esercitano
il diritto alla protesta. In un momento come quello attuale il sistema della
pubblica istruzione in Italia e in Sicilia è diventato una barzelletta a cielo
aperto. Sono decine le segnalazioni che, giornalmente, riceviamo, da parte
degli studenti che asseriscono di subire, all’interno delle proprie aule, degli
affronti belli e buoni legati ai voti e alle medie aritmetiche degli stessi.
Questo dimostra che, purtroppo, gli studenti non possono alzare la testa, o
vengono puntualmente puniti, inimicandosi così persino i genitori, quelli che
ancora credono che questo sistema scolastico valga qualcosa.”
Ha
incalzato Foschino: “Diffidate da chi vi
dice che tutto questo viene fatto per il vostro bene e che un giorno capirete,
perché vi stanno solo prendendo per il culo: un giorno su questa scuola
pubblica ci sputerete come si sputa a terra camminando per strada, perché vi
renderete conto di aver appreso nella maggior parte dei casi, inutili nozioni,
mentre il mondo, attorno a voi e a noi, corre senza rendercene conto,
trovandoci impreparati ad affrontare le sfide dell’oggi e del domani.”
Il
presidente ha poi voluto focalizzare la sua attenzione su quelli che sono stati
i risultati conseguiti nell’arco delle occupazioni del mese di dicembre: “Per la prima volta le scuole hanno saputo
coordinarsi, creando una protesta mai vista in Provincia di Messina, che ha
trovato la sua piena realizzazione con l’occupazione della sede della dismessa
provincia regionale; un qualcosa che questo nostro angolo di Sicilia, fino ad
oggi, aveva solo sognato. Ora io mi chiedo e chiedo a questi docenti e presidi:
è davvero necessario rendersi così ridicoli dinnanzi agli occhi di coloro che
un domani dovrebbero esservi grati per ciò che gli state insegnando? Abbiate
invece il coraggio di chiudere i libri ogni tanto e di parlare con i vostri
ragazzi: fateli attingere dalla vostra esperienza affinché possano trovare
nella scuola e nelle vostre persone dei veri e propri punti di riferimento e
non solo ed esclusivamente i soliti gattopardeschi bigotti frustrati, figli
dell’insoddisfazione, che utilizzano ogni mezzo a disposizione per punire gli
studenti. L’insegnamento, miei cari amici e colleghi docenti, è una vocazione,
non un mestiere.”
È
stato poi invitato ad intervenire sulla questione del liceo Lucio Piccolo di
Capo d’Orlando, scuola del giovane studente oggi laureando in scienze delle
relazioni internazionali: “Sul Piccolo di
Capo d’Orlando solo qualche inciso, perché altrimenti rischierei di diventare
perfido: il problema di quella scuola è sempre stato l’ignoranza di alcuni
docenti. Ricordo i miei tempi come se fosse ieri ma il problema rimane immutato
e le metodologie le medesime.”
Ha
continuato: “Ha ragione Enzo Sindoni:
solo formalismi. Una vendetta che avevano promesso, anche in mia presenza; e
conoscendo alcuni soggetti, non mi aspettavo altro. Ai ragazzi del
liceo Lucio Piccolo la mia più grande stima, solidarietà, con un invito ad
andare avanti, sempre e comunque, perché la loro protesta è stata esemplare; li
invito a provare pena per i responsabili di questo atto … fondamentalmente se oggi hanno ereditato
questo sistema scolastico la colpa è di chi ci ha preceduto, e quindi anche dei
loro stessi professori; gli stessi che, come allora, che possibilmente
studiavano in maniera mnemonica e solo ai fini del voto, se ne fregano di
tutto, pur di portare avanti i loro programmi ministeriali e riempire i
registri di numeri e aria … e questa sarebbe la scuola?”

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