domenica 5 gennaio 2014

BROLO – VOLONTARI RIPULISCONO LA LOGGIA DEI POETI: “BUON COMPLEANNO PEPPINO!”


BROLO (ME) – Per molti il 5 gennaio è solo la vigilia dell’Epifania, ma per chi conosce la storia di Peppino Impastato, il noto attivista di Cinisi (PA) assassinato nel 1978 dai sicari di Tano Badalamenti“viso pallido, uomo di panza a presenza”, sa che oggi è una data emblematica. Si, perché oggi Peppino Impastato avrebbe compiuto 66 anni. Brolo, cittadina situata sulla costa tirrenica della Sicilia, apparentemente svincolata dalla figura di Peppino Impastato, ha, al contrario, un legame fortissimo con la figura del martire laico che ebbe il coraggio di ribellarsi a Cosa Nostra. 


Proprio a Brolo, infatti, nacque qualche anno fa quella che poi sarebbe diventata l’Associazione Nazionale “Peppino Impastato”, ormai conosciuta in tutta Italia per l’opera sociale profusa in poco tempo espansasi a macchia d’olio. Brolo, un luogo dove il senso di ribellione è sempre stato forte e deciso. 

Non a caso a Brolo che venne aperta la terza associazione antiracket e antiusura di tutto il territorio nazionale, dopo Capo d’Orlando e Sant’Agata di Militello; un centro che ha riunito commercianti, imprenditori, curiosi, ma che è stato punto di riferimento per molti. E proprio oggi, infatti, Brolo ha ricordato Peppino Impastato. Alle prime luce dell’alba dei volontari si sono dati appuntamento alla Loggia dei Poeti, il monumento eretto a perenne memoria del giovane attivista di Cinisi nel 2009. Un luogo diventato una finestra sul mare, uno spazio di riflessione e ispirazione. Uno spazio di spiritualità intensa. 

Tutta la zona circostante, in condizioni indecorose, è stata ripulita a partire dal manto stradale, per arrivare ai marciapiedi e allo stesso monumento, riportato all’originario splendore. Quale modo migliore per commemorare Peppino Impastato, colui che lotto con unghia e denti a difesa dell’ambiente, a difesa degli ultimi, a difesa dei saldi principi di Libertà e Giustizia sociale? Attivismo che diventa passione, voglia di crescere, di fare, di adottare un Paese apparentemente alla deriva: impegno concreto, semplice e deciso che diventa riscatto. Alle h. 10.00 di questa mattina, al termine della pulitura del luogo, sono state deposte delle rose rosse, colore simbolo del martirio e del sangue versato. 

Un’alba rossa questa mattina; i pescatori che erano a seppie lo sanno, e lo sanno anche i passanti che si sono avvicinati incuriositi e si sono fermati a dare una mano, a rendersi utili, a dire: “contate su di me”. Alla fine bisogna insegnare alla gente cos’è la Bellezza, perché la li scende giù tutto. E a 66 anni dalla nascita di Peppino queste parole ritornano fresche e attuali alla nostra mente, come fulgidi respiri innocenti di un bimbo appena nato. Sia solo l’inizio. 


Fiore di campo nasce
dal grembo della terra nera,
fiore di campo cresce
odoroso di fresca rugiada,
fiore di campo muore
sciogliendo sulla terra
gli umori segreti.
























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