Trapelano le prime indiscrezioni per questa esclusiva notizia. E'
stato assassinato Giovanni
Perchizzi, 40 ani, di Terme Vigliatore, pregiudicato e più volte
arrestato per vari reati; ritenuto tra i mandanti della sparatoria ai danni di
un veicolo del “Gruppo Bonina”, e implicato nell’operazione Mare Nostrum e alle
estorsioni legate all'operazione Mustra.
All’inizio del mese di dicembre del
2011, il Perdichizzi fu arrestato dalla
Polizia con l’accusa di aver commissionato l’avvertimento mafioso nella sede
della ditta Csrs spa dell’imprenditore Immacolato Bonina.
In quell’occasione un uomo esplose 7 colpi
d’arma da fuoco contro l’autovettura del Direttore Generale del ‘Gruppo
Bonina’. La polizia aveva già arrestato in precedenza Santo Alesci, 30 anni con
l’accusa di essere la persona che ha sparato contro il Suv Infinity.
L’auto colpita dai proiettili era in uso
al direttore generale della Csrs, ma secondo gli inquirenti la criminalità
voleva lanciare un messaggio intimidatorio proprio contro Immacolato Bonina che è anche il
dirigente della squadra di basket locale.
Perdichizzi fu accusato di detenzione e porto illegale di arma da fuoco,
tentata estorsione e danneggiamento aggravato.
Autista del Gruppo Bonina che aveva avuto improvvisamente una
decurtazione dello stipendio del cinquanta per cento, Perdichizzi ha scelto
così di vendicarsi assoldando Santo Alesci, 30 anni, e incaricandolo di
eseguire l’avvertimento mafioso. Alesci era stato arrestato poi dalla polizia
lo scorso 15 ottobre.
Perdichizzi in passato invece era gia’ stato arrestato nell’operazione
antimafia Mare Nostrum per associazione a delinquere di stampo mafioso.
L'operazione
Mustra è stata condotta dal sostituto procuratore del DDA Giuseppe Verzera che ha messo sotto indagine 14 persone
ritenute colpevoli di atti legati al racket e alle estorsioni. Il 20 aprile
scorso i Carabinieri arrestatono otto persona: Salvatore Campisi, il fratello Vincenzo, Salvatore Foti, Carmelo Maio, Nunziato Siracusa, Vincenzo Sboto, Antonio Vaccaro Notte e Stefano
Puliafito, 23 anni.
A loro si
aggiunsero altri sei indagati per i quali la richiesta d’arresto era stata
rigettata dal gip. Nello specifico: Giovanni
Perdichizzi, Antonino Mazzeo, Torre Ionela Anisoaro, Salvatore e Santo
Puliafito e Antonino Aliquò.
Il reato era
quello di associazione mafiosa ed estorsioni, lesioni personali aggravate e
violenza privata.
Grazie alle
indagini gli inquirenti poterono delineare il nuovo assetto della mafia
barcellonese relativa soprattutto al controllo delle estorsioni e del pizzo.
All'interno
dell’ordinanza dell’operazione Mustra condotta dai carabinieri, coordinati
dal sostituto procuratore della Dda Giuseppe
Verzera e dal collega
della Procura di Barcellona Francesco
Massara vi si annoverano
un episodio di estorsione, due di tentata estorsione e il pestaggio del figlio
di un ristoratore punito per uno sgarro subito da un affiliato che era andato a
cenare presso il locale e non era stato fatto sedere.
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| Il luogo dell'omicidio |
In quel caso fu lodevole il coraggio dimostrato
dalle vittime che denunziarono con coraggio le estorsioni subite.
Oggi giunge
la notizia che Giovanni
Perdichizzi è stato
assassinato in C/DA San Antonino, a Barcellona
Pozzo di Gotto intorno alle 19,30 in via dei Vespri di fronte al bar
Jolly, poco distante da piazza convento affollata dai visitatori del presepe; una notizia che, naturalmente, mette in allarme tutti quanti e fa
ripiombare i messinesi agli anni in cui vi era la mafia di piazza: quella che
saldava i conti a freddo e senza pietà.
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