di Sonny
Foschino
Cominciare
non è facile, anche perché le cose da dire sono poche e molte allo stesso
tempo. Ma se proprio dobbiamo fare un quadro generale della situazione,
partiamo dall’inizio.
Ricevo
l’invito per uno spettacolo teatrale, a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), diretto da Ivan Bertolami che si è preso la briga di invitarmi riempiendo la sua e la mia bacheca di
Facebook con solleciti giornalieri.
Il
titolo non mi dice niente, poco; ma Neil Simon, si… lui si. Ma di Andy&Norman
non ne sapevo niente. Solo qualche
stralcio di copione, letto qui e li alla rinfusa, quando ti capita sotto mano.
Poi la
curiosità si fa strada. È importante arrivare preparati a teatro. Il teatro è
scuola, e come tale necessita una preparazione a priori che ti possa introdurre
nei meandri della bellezza data dall’azione. Arrivo al San Michele
Arcangelo, presso l'Oratorio dei Salesiani.
Mi accomodo e mi concentro per godermi lo
spettacolo.
Certo,
nell’attesa penso solo ai sedili di legno e sembra la prima de l’Esorcista,
quando la schiena e il deretano, nei vecchi cinema, te li giocavi sul serio. Ma a sipario
aperto scompare tutto.
La sintonia tra Pollicina e Bertolami,
rispettivamente nei ruoli di Andy e Norman, è evidente sin dalle prime battute. Sono due Barcellonesi: di quelli di
origine controllata e certificata; di quelli che ti fanno veramente sentir
fiero di essere siciliano per la loro opera di promulgazione sociale, culturale
tramite il teatro e l’arte.
Chi
non ricorda il Pollicina di “Aggiungi un posto a tavola”, o di “Presa di
Coscienza”, dove interpreta Beppe Alfano. E Bertolami? L’alter ego di Gaber,
col suo humor all’inglese, “che non se comprende bene se è de Roma e de
Barcellona”. Si, quell’uomo alto e grande, con un’espressività tale da
suscitare l’ilarità anche con un solo gesto.
Il teatro è gremito. La gente pare essere
totalmente assorta nella storia di due giovani scrittori che, sognanti,
sperando in un futuro migliore nel campo dei musical, scrivono qua e la su
varie riviste e giornali, cercando di guadagnarsi da vivere ma senza sapere, in realtà, cosa scrivono.
Ma i creditori son
tanti: in primis, la padrona dell’abitazione, che, per riscattarsi, costringe
Andy ad accompagnarla nelle sue eroiche imprese; gesta estreme che terrorizzano
il povero Andy che, suo malgrado, è costreto a subire per poi narrare i
particolari all’amico Norman.
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| Foto di Giorgio Speciale |
Sarà l’incontro
con Sophie, una giovane avvenente americana, promessa in sposa ad un tenente
dei marines, a far perdere la testa a Norman, che, nel contempo, si diverte a
rubare biancheria qua e là. La giovane Sophie è interpretata da Paola Gemelli.
Norman è innamorato: e Bertolami ci fa rivivere delle situazioni grottesche e
paradossali. Ma Sophie non lo guarda nemmeno, essendo innamorata di Andy, che,
nel contempo, sembra resistere alla tentazione per non fare un torto all’amico
suo.
Norman
scoprirà tutto e deciderà di andare via. Ma, alla fine, in un inno all’amicizia
e alla rassegnazione dinnanzi all’amore, cala il sipario, mentre Andy e Sophie
si lasciano andare in un lungo bacio, e Norman va per uscire, per andare a
comprare una bottiglia per festeggiare...
Nel
complesso il lavoro risulta essere ben inquadrato. Scorrevole, leggero,
spontaneo, con qualche improvvisazione che arricchisce rendendo il tutto ancora
più umoristico. Simon, in quest'opera, lascia gli attori liberi di caratterizzare il personaggio a proprio piacimento. Giuseppe Pollicina riesce addirittura a superare le aspettative,
caratterizzando in maniera superba il personaggio di Andy, che lascia spazio
all’immaginazione dell’interprete. Bertolami pare interpretare un ruolo
cucitogli addosso.
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| Foto di Giorgio Speciale |
Qualche
piccolissima pecca per la giovane Paola Gemelli (Sophie): l’interpretazione
dell’unico ruolo femminile dell’opera non è ovviamente di immediata facilità;
ma il personaggio che prende vita pare di dubbia provenienza dato che non
riesce a mantenere costante l’accento un po’ americano, un po’ siculo, un po’
con cadenza Barcellonese.
Nel
contempo, però, la gestualità e la presenza gradevole rendono l’unica quota
rosa della Commedia un fiore all’occhiello del lavoro teatrale.
Superbo
l’audio, salvo che per le poltrone delle ultime file.
Effetti
luce gradevoli.
Nel
complesso pollice in su.
Un opera
da rivedere



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