STUDENTI, FERMATEVI
UN ATTIMO E LEGGETE ATTENTAMENTE!
di Sonny Foschino
L'incertezza regna
sovrana ogni qual volta dei giovani scendono per le strade. Si, "così belli a gridare nelle
piazze, perché stanno uccidendoci il pensiero", e non solo
quello; il nostro futuro, il nostro domani. L'incertezza del dopo diventa oppressiva, nauseante, quasi
nociva. E di certo non si possono attribuire tutte le colpe ai nostri padri, in
quanto ogni generazione ha dovuto combattere le "sue" beghe. La colpa è nostra.
E oggi siamo qui, a
terrorizzarci dinnanzi ad immagini riluttanti che mostrano fotogrammi di vita;
di una vita ormai sospesa ad un filo sottile che condurrà automaticamente
all'autodistruzione delle nuove generazioni. Non ho voglia di farmi arrestare,
cari amici, perché l'Italia, vedete, non è quella democrazia che vogliono
propinarvi; non posso dire ciò che penso in quest'istante, altrimenti sarei
immediatamente querelato e probabilmente condannato per apologia di reato (?);
un reato che, dal loro punto di vista, dovrebbe mettere a freno la mia penna,
togliendomi il diritto di dire ciò che penso.
Ma questo non mi
impedirà mai di scrivere la mia verità.
Stiamo sbagliando tutto perché non abbiamo
il buon senso di seguire, di capire, di ascoltare e di informarci. Si,
l'informazione, seppur pilotata, ha ancora la sua valenza se tenuta in
considerazione con la massima obiettività possibile.
Io vi do la
possibilità, e scenderò in piazza assieme a voi, di metterlo in culo a tutti
quelli che vorrebbero utilizzare quello che io chiamo "metodo Cosssiga" per imbavagliare le nostre bocche che reclamano dei diritti per troppo tempo negatici.
Forse non lo sapete, e mi piace ricordarvelo; il benemerito Presidente della
Repubblica, fu grazie a Dio, quello che aveva permesso alla Polizia di "fermare" in
caserma chiunque anche per quarantotto ore se sospettato, senza obbligo di avvertire nessuno anche se minorenne, sottoponendo le proprie prede a metodi di
interrogatorio barbarici, suggerì, non molto tempo fa, un'idea geniale a
Berlusconi.
"Massacrateli.
Senza nessuna pietà!"
"Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero
ministro dell'Interno.
In primo luogo lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito..."
In primo luogo lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito..."
''Lasciar fare gli universitari. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle universita', infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citta''
''Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovra' sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri''
''Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pieta' e mandarli tutti in ospedale"
"Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in liberta', ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano''.
''Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine si.”
Questo
è ciò che il losco Cossiga sputò da quella bocca sibillina, fascista e
squadrista. Non si rese conto, però, il benemerito, che ai tempi in cui fu Ministro dell'Interno, in quei famosi scontri perse la vita Giorgiana Masi, una militante di appena diciotto anni, uccisa da un proiettile vagante. L'allora capo del Viminale negò che il proiettile provenisse da un'arma di possesso della Polizia. Ad oggi vi è un procedimento in atto volto a far luce su questa giovane vita libera stroncata da un assassino.
E questo consiglio pare essere stato seguito. Oggi sono gli
infiltrati che danno l’immagine di una Italia Giovanile violenta, che manifesta
coi caschi in testa, che provoca gli agenti e che fa della violenza l’arma
principale di protesta. Quei tempi sono passati. Estinti. Finiti.
Il buon senso
sia l’arma principale di lotta.
Un
numero identificativo? No, grazie. Io mi differisco dai violenti in altro modo.
Mi differisco dalla massa utilizzando l’arma più atroce e naturale della storia
dell’umanità: il SILENZIO.
Fate il funerale al Futuro! Fate il funerale alla Cultura. Sia
una bara da morto il simbolo della protesta, portata per le strade nel silenzio
più assoluto. Sia un tetro simbolo di devastazione, di uccisione, di soppressione, di fine. E l’elemento
identificativo sia il Silenzio tetro e ossequioso nel rispetto di ciò che
ci stanno negando giorno dopo giorno.
Riempite
le strade.
Scendete
nelle piazze. Camminate lenti, in Silenzio e a passo di morto con addosso il
fardello di una bara dove vi è rinchiusa morente la Cultura e il Futuro di
questa Italia che ha voluto così.
Non
ci vuole null’altro. È l’unica via d’uscita. Sia un'opera continuativa, con
presidi, con cortei, con occupazioni silenziose e indifferenti. È li che i
fomentatori, i provocatori, coloro che vogliono farci passare dalla parte del
torto, verranno allo scoperto. autoidentificandosi e consegnandosi alle manidella
Giustizia.
E, nel contempo, è necessario che qualcuno inizi a capire.
Ed è
col nostro silenzio che spegneremo l’interruttore alla nostra Terra, alle
nostre città, ai nostri paesi, alle nostre periferie.
Troviamo
il coraggio di cambiare.
Si
faccia questo funerale; e il dopo sia da scrivere.
Sonny
Foschino


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