lunedì 26 novembre 2012

"MASSACRARE I MANIFESTANTI SENZA PIETA'! " - Ecco cosa disse COSSIGA...


STUDENTI, FERMATEVI UN ATTIMO E LEGGETE ATTENTAMENTE!

di Sonny Foschino

L'incertezza regna sovrana ogni qual volta dei giovani scendono per le strade. Si, "così belli a gridare nelle piazze, perché stanno uccidendoci il pensiero", e non solo quello; il nostro futuro, il nostro domani. L'incertezza del dopo diventa oppressiva, nauseante, quasi nociva. E di certo non si possono attribuire tutte le colpe ai nostri padri, in quanto ogni generazione ha dovuto combattere le "sue" beghe. La colpa è nostra.


E oggi siamo qui, a terrorizzarci dinnanzi ad immagini riluttanti che mostrano fotogrammi di vita; di una vita ormai sospesa ad un filo sottile che condurrà automaticamente all'autodistruzione delle nuove generazioni. Non ho voglia di farmi arrestare, cari amici, perché l'Italia, vedete, non è quella democrazia che vogliono propinarvi; non posso dire ciò che penso in quest'istante, altrimenti sarei immediatamente querelato e probabilmente condannato per apologia di reato (?); un reato che, dal loro punto di vista, dovrebbe mettere a freno la mia penna, togliendomi il diritto di dire ciò che penso.

Ma questo non mi impedirà mai di scrivere la mia verità. 

Stiamo sbagliando tutto perché non abbiamo il buon senso di seguire, di capire, di ascoltare e di informarci. Si, l'informazione, seppur pilotata, ha ancora la sua valenza se tenuta in considerazione con la massima obiettività possibile. 

Io vi do la possibilità, e scenderò in piazza assieme a voi, di metterlo in culo a tutti quelli che vorrebbero utilizzare quello che io chiamo "metodo Cosssiga" per imbavagliare le nostre bocche che reclamano dei diritti per troppo tempo negatici. 

Forse non lo sapete, e mi piace ricordarvelo; il benemerito Presidente della Repubblica, fu grazie a Dio, quello che aveva permesso alla Polizia di "fermare" in caserma chiunque anche per quarantotto ore se sospettato, senza obbligo di avvertire nessuno anche se minorenne, sottoponendo le proprie prede a metodi di interrogatorio barbarici, suggerì, non molto tempo fa, un'idea geniale a Berlusconi.

"Massacrateli. Senza nessuna pietà!"

"Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro dell'Interno. 
In primo luogo lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito..."

''Lasciar fare gli universitari.  Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle universita', infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citta''

''Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovra' sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri''

''Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pieta' e mandarli tutti in ospedale"

"Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in liberta', ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano''. 

''Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine si.

Questo è ciò che il losco Cossiga sputò da quella bocca sibillina, fascista e squadrista. Non si rese conto, però, il benemerito, che ai tempi in cui fu Ministro dell'Interno, in quei famosi scontri perse la vita Giorgiana Masi, una militante di appena diciotto anni, uccisa da un proiettile vagante. L'allora capo del Viminale negò che il proiettile provenisse da un'arma di possesso della Polizia. Ad oggi vi è un procedimento in atto volto a far luce su questa giovane vita libera stroncata da un assassino. 

E questo consiglio pare essere stato seguito. Oggi sono gli infiltrati che danno l’immagine di una Italia Giovanile violenta, che manifesta coi caschi in testa, che provoca gli agenti e che fa della violenza l’arma principale di protesta. Quei tempi sono passati. Estinti. Finiti. 

Il buon senso sia l’arma principale di lotta.

Un numero identificativo? No, grazie. Io mi differisco dai violenti in altro modo. Mi differisco dalla massa utilizzando l’arma più atroce e naturale della storia dell’umanità: il SILENZIO.  

Fate il funerale al Futuro! Fate il funerale alla Cultura. Sia una bara da morto il simbolo della protesta, portata per le strade nel silenzio più assoluto. Sia un tetro simbolo di devastazione, di uccisione, di soppressione, di fine. E l’elemento identificativo sia il Silenzio tetro e ossequioso nel rispetto di ciò che ci stanno negando giorno dopo giorno.

Riempite le strade.

Scendete nelle piazze. Camminate lenti, in Silenzio e a passo di morto con addosso il fardello di una bara dove vi è rinchiusa morente la Cultura e il Futuro di questa Italia che ha voluto così.

Non ci vuole null’altro. È l’unica via d’uscita. Sia un'opera continuativa, con presidi, con cortei, con occupazioni silenziose e indifferenti. È li che i fomentatori, i provocatori, coloro che vogliono farci passare dalla parte del torto, verranno allo scoperto. autoidentificandosi e consegnandosi alle manidella Giustizia. 

E, nel contempo, è necessario che qualcuno inizi a capire.

Se non vogliono ascoltare le nostre parole, ascolteranno il nostro Silenzio. 

Ed è col nostro silenzio che spegneremo l’interruttore alla nostra Terra, alle nostre città, ai nostri paesi, alle nostre periferie.

Troviamo il coraggio di cambiare.

Si faccia questo funerale; e il dopo sia da scrivere.

Sonny Foschino 

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