martedì 24 luglio 2012

A PAOLO... il ricordo di LINDA MARINO!


Per Paolo

Si nasce, si cresce, si muore!...Ma quando a morire è un ragazzo di vent'anni tutto salta, si spezza quell'ordine biologico, che fa seguire alla morte quella rassegnazione che deriva dall'ineluttabilità di certe cose...quando muore un ragazzo di vent'anni è difficile trovare quella rassegnazione che altro non è che il tentativo di reperire un orizzonte di senso ad uno strazio impossibile da lenire.



La morte di Paolo è questo. Il suo ricordo è puro sentimento.
Buono, dolce,amico, figlio modello,restano i tratti distintivi del suo carattere e resta difficile credere che quel cuore abbia cessato di battere.
Ma il cuore è qualcosa di più di un organo è qualcosa che forse ancor prima della ragione ci fa sentire cosa è giusto e cosa è sbagliato, in cui risiede come sosteneva Platone la thimoeidés: la forza d'animo. 

E' la sede del sentimento non come malinconia, abbandono ma come forza con cui ognuno di noi compie una scelta piuttosto che un'altra...una scelta che deve essere solo nostra e che ci faccia sentire a casa,piuttosto che prestare ascolto al canto delle sirene optando per tutti quegli "altrove" che allontanandoci dal sentiero alla fine ci rendono stranieri nella nostra vita.
L'età della giovinezza non è il tempo dell'attesa ...attesa di diventare adulti, perché l'attesa è uno stato di fermo immagine, qualcosa che si limita ad assistere al passar del presente vanificando lo scopo.
L'età della giovinezza è al contrario l'età della costruzione perché è il tempo della speranza..." Ma in questo nostro mondo così pieno di parole e vuoto di contenuti ii giovani rischiano di perdere il contatto con se stessi uniformandosi a quell'ideale di vita che vagheggia attraverso un'idea di trasgressione ,un'inesistente felicità che invece altro non è che sonno,conformismo, dimenticanza di se.

Di fronte alla morte di Paolo abbiamo due possibilità o ipotizzare un ideale contatto dedicandogli ogni giorno parole d'affetto in una fantasiosa comunicazione o rendere questa comunicazione reale calandola nel nostro quotidiano.
Noi adulti abbiamo il dovere di non raccontarvi favole ma di spiegarvi come funziona quella parte di vita che abbiamo abitato prima di voi ,abbiamo il dovere se vi amiamo, di funzionare come navigatori e spiegarvi che il percorso della vita è pieno di trappole, abbiamo il dovere di aiutarvi a traghettare indenni.

Allora prendiamo tutti dentro di noi un pezzetto di quel cuore e...ascoltiamolo! Ci sta dicendo che la vita è bella, che va rispettata e mai sfidata...perché solo così il buio della notte non sarà l'unico colore del cielo.

Linda

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