Si nasce, si
cresce, si muore!...Ma quando a morire è un ragazzo di vent'anni tutto salta, si
spezza quell'ordine biologico, che fa seguire alla morte quella rassegnazione
che deriva dall'ineluttabilità di certe cose...quando muore un ragazzo di
vent'anni è difficile trovare quella rassegnazione che altro non è che il
tentativo di reperire un orizzonte di senso ad uno strazio impossibile da
lenire.
La morte di Paolo è
questo. Il suo ricordo è puro sentimento.
Buono, dolce,amico,
figlio modello,restano i tratti distintivi del suo carattere e resta difficile
credere che quel cuore abbia cessato di battere.
Ma il cuore è
qualcosa di più di un organo è qualcosa che forse ancor prima della ragione ci
fa sentire cosa è giusto e cosa è sbagliato, in cui risiede come sosteneva
Platone la thimoeidés: la forza d'animo.
E' la sede del
sentimento non come malinconia, abbandono ma come forza con cui ognuno di noi
compie una scelta piuttosto che un'altra...una scelta che deve essere solo
nostra e che ci faccia sentire a casa,piuttosto che prestare ascolto al canto
delle sirene optando per tutti quegli "altrove" che allontanandoci
dal sentiero alla fine ci rendono stranieri nella nostra vita.
L'età della
giovinezza non è il tempo dell'attesa ...attesa di diventare adulti, perché l'attesa è uno stato di fermo immagine, qualcosa che si limita ad assistere al
passar del presente vanificando lo scopo.
L'età della
giovinezza è al contrario l'età della costruzione perché è il tempo della
speranza..." Ma in questo nostro mondo così pieno di parole e vuoto di
contenuti ii giovani rischiano di perdere il contatto con se stessi
uniformandosi a quell'ideale di vita che vagheggia attraverso un'idea di
trasgressione ,un'inesistente felicità che invece altro non è che
sonno,conformismo, dimenticanza di se.
Di fronte alla
morte di Paolo abbiamo due possibilità o ipotizzare un ideale contatto
dedicandogli ogni giorno parole d'affetto in una fantasiosa comunicazione o
rendere questa comunicazione reale calandola nel nostro quotidiano.
Noi adulti abbiamo
il dovere di non raccontarvi favole ma di spiegarvi come funziona quella parte
di vita che abbiamo abitato prima di voi ,abbiamo il dovere se vi amiamo, di
funzionare come navigatori e spiegarvi che il percorso della vita è pieno di
trappole, abbiamo il dovere di aiutarvi a traghettare indenni.
Allora prendiamo
tutti dentro di noi un pezzetto di quel cuore e...ascoltiamolo! Ci sta dicendo
che la vita è bella, che va rispettata e mai sfidata...perché solo così il buio
della notte non sarà l'unico colore del cielo.
Linda

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