Ecco l'intervento:
Ma commemorare Il Presidente non è facile soprattutto per chi ama cavalcare politicamente le figure che si sono distinte nel corso della storia per l’equità, l’onestà, la coerenza e la trasparenza. Da Sandro Pertini c’è molto da imparare. Ho tanto da imparare io come giovane, ma soprattutto, care istituzioni qui presenti, cari rappresentanti politici, cari insegnanti avete voi da imparare, sotto tutti i punti di vista.
Non è una forma di rimprovero questa; vuole solo essere una costatazione e un richiamo a voi, cari amici sovra citati, che avete la responsabilità del presente e del futuro. Questa generazione ha ereditato quello che ci avete lasciato di buono e di cattivo, con rispettivi lati positivi e negativi.
Sandro Pertini disse: I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di coerenza, di altruismo e di correttezza.
Non c’è bisogno di andare lontano, incorrendo il rischio di divenire ridondanti e sdolcinati. Basta fermarsi qui.
Vi starete ponendo forse una domanda? Perché i giovani, da qualche anno a questa parte, stanno tornando a scoprire degli esempi storici del passato? Come mai c’è tutto questo interesse verso ciò che è stato, verso personaggi morti da anni?
Le risposte sono due, e sarò schietto e diretto: La colpa è da attribuire al ministero della pubblica istruzione che, scrivendo intelligentemente i programmi scolastici, va ad architettarli in maniera tale da troncare il programma di storia alla seconda guerra mondiale.
I giovani non riescono a chiarirsi le idee e non riescono dunque a creare un pensiero se non tramite i testi indottrinati che girano sui banchi di licei e scuole superiori.
La seconda risposta è in realtà una domanda che io pongo a voi: ma a chi volete che si ispirino i giovani d’oggi? A quali modelli attuali dovrebbero ispirarsi? Quali
personaggi possono ispirare i veri e sani principi se non gli stessi personaggi che propinano vite ed ideali fatte di corruzioni, tangenti, favori, raccomandazioni, puttane e feste private?
Dove sta la sana voglia di fare?
Le generazioni, cari amici, stanno finalmente mutando, e, permettetemi l’arroganza ma schietta, mi sento partecipe assieme a tanti altri ragazzi di questo vento nuovo che soffia non solo in Italia, ma anche e soprattutto in questa nostra terra, in questo nostro Popolo, in questa Sicilia che è troppo abituata ad essere accondiscendente, che è stata abituata a soffrire, che è stata abituata a lavorare, con umiltà e devozione verso tutto e tutti.
Ma è arrivato il momento di alzare la testa e vivere orgogliosamente tutto ciò che ci appartiene.
L’onestà oggi è un optional nel vero senso del termine. Ognuno è disposto a vendersi per pochi spiccioli senza neanche pensarci; è disposto a tradire gli amici (e questa sera ne ho avuto la prova), è disposto a scendere a patti con la peggior categoria di uomini che possa esistere.
La COERENZA oggi non esiste più! Tutti indossiamo maschere in relazione al contesto in cui ci troviamo, dove quelli che apparentemente sembrano lupi, pronti a mangiarsi il mondo, diventano agnelli e pecoroni senza dignità alcuna, solo perché, chi ti comanda in quel momento, ha un apparente potere.
In questo momento mi viene da pensare a Leonardo Sciascia; il tutto sta a puntino:
“l’umanità e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi… E ancora più in giù: i piglianculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre…
Sciascia aveva ragione.
Adesso è giunto il momento di dire Basta! Basta a tutto questo. Noi giovani, è vero, di sermoni non ne vogliamo più e dobbiamo mirare a diventare, se non uomini, almeno mezzi uomini, per poter difendere la nostra dignità. E io ti ringrazio Presidente, dovunque tu sia in questo momento, in qualunque posto tu ti trovi; le tue idee ancora oggi camminano sulle nostre gambe … e queste idee noi non le tradiremo mai!
Nessun commento:
Posta un commento
I commenti anonimi e offensivi saranno cancellati tempestivamente.