domenica 4 marzo 2012

Con la POLIZIA? No! Con la DEMOCRAZIA!

Facebook è ormai una risorsa indescrivibile; una rete di comunicazione atrocemente valida. I social network stanno cambiando il mondo non solo virtualmente, ma anche praticamente.

Val di Susa... immagini raccapriccianti. Immagini atrocemente reali, vive. Scrive oggi su facebook Maurizio Cudicio, sovrintendente della Polizia della Questura di Trieste: "Ciao manifestante, chi ti parla è quello 'sbirro' che odi e che vorresti vedere morto". Tantissime le risposte che hanno seguito una riflessione breve, concisa: un'unica barriera fra di loro: il pregiudizio!

Atroce il commento di Marco, un giovane padre di famiglia, che ha suscitato questa riflessione condivisa: "Questa è una guerra fra poveri. Va a finire che presto verrò anch'io sull'autostrada, per accompagnare i miei figli. Tre persone in più da prendere di peso. Non esagerare...".

Nel frattempo il movimento NO TAV è determinato e non sembra disposto a mollare, lottando per quell'ideale giusto o sbagliato che sia, che sta riempiendo le pagine di tutti i giornali di questi giorni.

Qualcuno è stato persino capace di menzionare Pier Paolo Pasolini, quando, sulla battaglia di Valle Giulia, scrisse:

« A Valle Giulia, ieri
si è così avuto un frammento
di lotta di classe: e voi amici
(benché dalla parte della ragione)
eravate i ricchi.
Mentre i poliziotti (che erano dalla parte
del torto) erano i poveri.
Bella vittoria, dunque,
la vostra! In questi casi
ai poliziotti si danno i fiori, amici. »

Beh, cari amici... in questo contesto la situazione è leggermente diversa. Questa volta è davvero una guerra tra poveri: la POLIZIA da un lato, con metodi discutibili, soprattutto dopo la visione delle immagini dell'ultima puntata di SERVIZIO PUBBLICO. Dall'altro lato centinai di ragazzi, di giovani, di gente perbene (in questo caso perbene significa gente che lavora e che spacca il culo dalla mattina alla sera)che sta solo esprimendo un GIUDIZIO in quella che viene definita una DEMOCRAZIA.

Il diritto di manifestare è, certamente, un diritto sacrosanto e inviolabile che tutti noi dobbiamo portare avanti per dei sani principi e degli ideali che rispondano ai parametri di LIBERTA' e di GIUSTIZIA SOCIALE.

Il concetto di DEMOCRAZIA (che deriva dal greco δῆμος (démos) popolo e κράτος (cràtos) potere, e quindi governo del popolo) oggi non trova risposta in questo stato. La grande balla che abbiamo sempre creduto, ossia quella che il nostro sistema sia democratico, perde credibilità. Le Democrazia, in realtà, è di per se una dittatura della maggioranza sulla minoranza, e per questo motivo assume senso solo a livello concettuale, ma a livello pratico (come il socialismo) rimane una perfetta utopia.

Ma l'Italia è andata oltre: siamo giunti ad un'oligarchia non rappresentativa che non solo non è stata legittimata dal voto popolare, ma che si concede il lusso di fare qualsiasi cosa giustificando il tutto con: "Noi siamo tecnici!" (il tutto avrà riscontro nel 2013 quando la maggior parte di questi "tecnici" si trasformerà magicamente in "politici", e con la P maiuscola... se ci fate caso Monti ha già iniziato a parlare il politichese).

E allora? Perché questa considerazione? Semplice. In questi giorni giornali, stampa, televisioni, vogliono propinarvi immagini gestite e montate ad hoc (vorrei sottolineare che il governo Monti ha il benestare del Gran Sultano Silvio e che Mediaset è sempre sua) per cercare di MANOVRARE la mente degli Italiani. Vogliono farvi vedere o l'estrema cattiveria della polizia, o l'inconcludenza barbarica dei NO TAV. Semplice: restringono il campo di scelte... o l'una o l'altra. Io dico che le immagini viste di scontri tra POLIZIOTTI e CARABINIERI e GIOVANI NO TAV è assolutamente vergognosa sotto tutti e due i punti di vista.

Alle forze dell'ordine che, con un misero stipendio, vengono inviati a mo di "macchina da guerra", con scene simili a quelle del 44, 45 quando i protagonisti erano i soldati tedeschi, vanno sicuramente rimproverati i modi discutibili e meschini che adottano per sedare delle proteste anche ove esse si svolgono in maniera pacifica e tranquilla. Se io venissi a casa vostra, o nel locale di un vostro parente stretto a rompervi le vetrine a manganellate, io sarei contro di voi; se all'interno dei manifestanti che lottano per un ideale ci fosse uno dei miei fratelli o un mio parente stretto, io sarei dalla sua parte per la sua coerenza di ideali e per la sua voglia di crederci. Potrei non condividere una parola di ciò che dice, ma sarei pronto a battermi affinché lui possa esprimere la sua idea.

D'altro canto, caro amico NO TAV, che sfidando faccia a faccia il CARABINIERE definendolo pecorella, omosessuale, e chiedendogli in maniera provocatoria se bacia il suo ragazzo col casco o senza, ti dico: quella che tu chiami pecorella non è li per suo volere. Non è li perché vuol essere li; dentro di se potrebbe anche condividere i tuoi ideali, ma quella pecorella sta svolgendo il suo lavoro, e mentre tu puoi concederti il lusso di dire ciò che vuoi, egli non può dissentire gli ORDINI, altrimenti ne andrebbe di mezzo la sua famiglia e lui stesso. E in quel momento, io sono lui...

L'ottica è più ampia... non è tra poveri che si combatte. Le lotte non si fanno in questo modo. Molti giornalisti vi sbavano dietro e vi leccano il culo. A mio parere la "battaglia" va spostata su altri piani. Dai vostri rappresentanti politici che sono arrivati ad ipotizzare il reato di associazione a delinquere; ma che fine ha fatto la DEMOCRAZIA?

Dov'è il POPOLO in tutto questo?

Sonny Foschino

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