mercoledì 28 marzo 2012

ACIO - Don Ciotti a Capo d'Orlando


Si svolgerà lunedì 16 aprile l'iniziativa promossa dall'ACIO* (Associazione Commercianti e Imprenditori Orlandini) che vedrà come protagonista il Presidente Nazionale di
Libera Don Luigi Ciotti.

La manifestazione, promossa dalla parrocchia M. Santissima di Porto Salvo e il gruppo di lavoro "Non stare a Guardare", vedrà protagoniste sia le scuole orlandine che la cittadinanza.

Alle h. 10.30 si Lunedì 16 marzo, gli studenti incontreranno don Ciotti presso il teatro Rosso di San Secondo, presso il lungomare Doria.
Alle h. 16.30, presso il salone Cristo Re, Don Luigi Ciotti incontrerà la cittadinanza per dibattere su tema "Associazionismo e Legalità"


Notevole un'iniziativa del genere sul territorio orlandino, dove l'ACIO pareva essersi "insabbiata". Sono anni, infatti, che la cittadinanza ha sentori solo ed esclusivamente di progetti scolastici, seppur portati a termine dignitosamente; ma in questo tempo diventa fondamentale creare questo tipo di occasioni per i cittadini e con i cittadini, affinché non si perda il gusto stupendo di "quel fresco profumo che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale."


*ACIO: Associazione Antiracket messinese, fu la prima a costituirsi dopo il fermento di Capo d'Orlando e Sant'Agata di Militello.

Bervi cenni biografici su Don Luigi Ciotti: Nasce il 10 settembre 1945 a Pieve di Cadore (Belluno) e si stabilisce con la famiglia a Torino nel 1950. Nel 1965, insieme ad alcuni amici, promuove un gruppo di impegno giovanile che prenderà in seguito il nome di Gruppo Abele. Fra le sue prime attività, un progetto educativo negli istituti di pena minorili e la nascita di alcune comunità per adolescenti alternative al carcere.
Terminati gli studi presso il seminario di Rivoli (TO), nel 1972 Luigi Ciotti viene ordinato sacerdote nel novembre del 1972 dal cardinale Michele Pellegrino, che come parrocchia gli affida la strada[1], luogo – specifica – non di insegnamento ma di apprendimento e incontro con le domande e i bisogni più profondi della gente. Proprio sulla strada, nel 1973, il Gruppo inaugura il “Centro Droga”, un luogo di accoglienza e ascolto per i primi giovani con problemi di tossicodipendenza. È un’esperienza allora unica in Italia, cui seguirà l’apertura di alcune comunità. In quegli stessi anni, all’accoglienza delle persone in difficoltà l’Associazione comincia ad affiancare l’impegno culturale – con un centro studi, una casa editrice e l’“Università della strada” – e, in senso lato, “politico” – con mobilitazioni come quella che nel 1975 porta alla prima legge italiana non repressiva sull’uso di droghe, la 685 – per costruire diritti e giustizia sociale.
Il Gruppo Abele non si occupa solo di droga, ma sviluppa proposte per affrontare il disagio sociale nel modo più ampio possibile. Dai servizi a bassa soglia alle comunità, dagli spazi di ascolto all’attenzione per le varie forme di dipendenza – nuove droghe, alcool, gioco d’azzardo, “consumi” in senso lato – dall’aiuto alle vittime di tratta e alle donne prostituite – con l’unità di strada, il numero verde, il supporto legale – alle iniziative per l’integrazione delle persone migranti, come l’“educativa di strada” per gli adolescenti stranieri. E ancora attività di ricerca, una biblioteca, riviste tematiche, e percorsi educativi rivolti a giovani, operatori sociali e famiglie; come pure l’attività di mediazione dei conflitti e sostegno alle vittime di reato. Infine, un consorzio di cooperative sociali per dare lavoro a persone con percorsi difficili, eredità delle botteghe e dei laboratori professionali aperti già negli anni 70. A partire dal 1979 il Gruppo si apre anche alla cooperazione internazionale, con un primo progetto in Vietnam, cui ne seguiranno altri in Sud America e Costa d’Avorio, quest’ultimo tuttora in corso. Convinto che solo il “noi” possa essere protagonista di un vero cambiamento sociale, nel 1982 don Ciotti contribuisce alla nascita del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (CNCA), presiedendolo per dieci anni, e nel 1986 partecipa alla fondazione della Lega italiana per la lotta contro l'AIDS (LILA) per la difesa dei diritti delle persone sieropositive, della quale pure sarà presidente.
Negli anni 90 l’impegno di don Ciotti si allarga al contrasto alla criminalità organizzata. Dopo le stragi di Capaci e via d’Amelio dell’estate del 1992, fonda il mensile Narcomafie – di cui sarà a lungo direttore – e nel1995 il coordinamento di Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, oggi punto di riferimento per oltre 1.600 realtà nazionali e internazionali (fra cui diverse sigle del mondo dell’associazionismo, della scuola, della cooperazione e del sindacato). Nel 1996 Libera promuove la raccolta di oltre un milione di firme per l’approvazione della legge sull’uso sociale dei beni confiscati, e nel 2010 una seconda grandecampagna nazionale contro la corruzione. Obbiettivo di Libera è alimentare quel cambiamento etico, sociale, culturale necessario per spezzare alla radice i fenomeni mafiosi e ogni forma d’ingiustizia, illegalità e malaffare. A questo servono i percorsi educativi in collaborazione con 4.500 scuole e numerose facoltà universitarie; le cooperative sociali sui beni confiscati con i loro prodotti dal gusto di legalità e responsabilità; il sostegno concreto ai famigliari delle vittime e la mobilitazione annuale del 21 marzo, “Giornata della memoria e dell’impegno”; l’investimento sulla ricerca e l’informazione, attraverso l’Osservatorio “LiberaInformazione”; l’attenzione alla dimensione internazionale, con la rete di Flare – freedom, legality and rights in Europe.

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