mercoledì 9 aprile 2014

ACIB - ACQUA A PARRAZZA'? PROBLEMA RISOLTO


L'ACIB RISOLVE IL PROBLEMA
... e si piange sull'acqua versata
 Musolino autorizza l'associazione a provvedere.

di Sonny Foschino (AUT)


BROLO – Si sfiora l'assurdo a Brolo, ma oggi possiamo dare una notizia di interesse pubblico sicuramente positiva. Dietro tanti interrogativi, tanta indignazione, ma al contempo una prova efficace di come l'ordinarietà, la pubblica amministrazione, dovrebbe funzionare, anche sotto spinta di liberi cittadini. 



Ma andiamo per ordine. Con un post su facebook del 18 marzo 2014 si denunciava la perdita ingente di acqua potabile in contrada Parrazzà (Brolo), dove da oltre un anno vi è un’ingente perdita d’acqua che si riversa sulla strada che porta alle contrade di Iannello e Lacco. Acqua che è andata perduta in un Comune dove, oramai, si paga, e anche salata.

Un guasto tecnico più volte “ripizzato” dal personale del Comune, ma mai risolto in via definitiva. Giunge dunque la domanda di chi ha denunciato questo scempio: quali sono i motivi di questo guasto così grave, evidentemente, da non essere stato riparato?

Ed entra in ballo l’Associazione Commercianti e Imprenditori Brolesi, ai più nota come ACIB, capitanata dal presidente pro tempore Carmelo Ioppolo che, consultato il personale tecnico , ha avuto modo di risalire all’origine del guasto. Una sim card di un sistema ideato dall'affermato tecnico di fiducia del comune di Brolo Pippo Ricciardi (che vanta ingenti cifre che il Comune stesso non ha mai liquidato, nonostante i lavori siano stati compiuti ad arte) molto innovativo e pratico allo stesso tempo. il sistema consente di gestire in automatico il comando sul flusso e deflusso dell'acqua potabile con l'ausilio di un sistema multimediale collegato a delle SIM CARD. 

Ed iniziano dunque le domande: cosa sta accadendo? invitato lo stesso tecnico a fornire una spiegazione viene risposto che il sistema è in tilt solo ed esclusivamente a causa della mancata sostituzione di una delle stesse SIM provocando il riversamento in strada di migliaia di litri d'acqua (????????????????).

Era stata proprio la stessa SIM card a mandare in tilt le pompe che andavano a riversare il surplus di acqua potabile in strada e sul costone, creando un pericolo imponente per tutti gli automobilisti che compiono giornalmente il percorso incriminato e aumentando il rischio di frane. 

L’ACIB, dopo essersi consultata con l'associato Pippo Ricciardi. ha allora inoltrato una richiesta di intervento, come associazione, facendosi carico delle spese,  per il ripristino del sistema di SIM card e di tutto il sistema.

La richiesta, inoltrata in data 21 marzo 2014, ha trovato l'accoglimento da parte del dott. Basilio Ridolfo, noto professionista e capo dell'Ufficio Tecnico del Comune, che, con l'approvazione del commissario straordinario dott. Carmelo Musolino, ha dato l'autorizzazione a procedere in data 1 aprile 2014. 

Un problema che l’associazione ha risolto a costo zero nell'arco di poche ore. Oggi il sistema è tornato a funzionare, dopo più di un anno.  Oggi di acqua per strada non ce n’è più, ma abbiamo interrogato il tecnico sulla questione che sosteneva che qualsiasi guasto veniva debitamente segnalato a dei telefoni cellulari in possesso di alcuni componenti dell’amministrazione ormai decaduta; in testa l'ex assessore Enzo Di Luca che, evidentemente, non ha ritenuto opportuno intervenire in tal senso. Ci sono cose che funzionano così. Uomini che, talmente innamorati della cosa pubblica hanno pensato bene di lasciare correre, anzi scorrere, in quanto non più un problema di loro pertinenza. Era forse la speranza di una purificazione? Vi era forse l'illusione che quell'acqua santa versata potesse un giorno purificare tutto il paese? 

... e quell’acqua sgorgava e quell’uomo gridava, “che schifo!”

e quell'uomo, in veste di cittadino, anche in notturna, era niente poco di meno che il comandante dei vigili urbani, Franco Passerelli che, sistematicamente, con il fontaniere in malattia, mentre il comune non ha pensato di nominare uno dei 116 articolisti a disposizione, andava a tentar di salvare il salvabile.

Ma ormai è risaputo: this is Brolo!

...anche lui, appresa la notizia, si VERGOGNA!
E a Brolo le cose normali non piacciono. A Brolo piacciono le cose precarie, che si rompono; a Brolo piacciono le “sostituzioni” di questa pompa, di quella centralina. Perché si sa… bisogna lavorare.

Non terminano i paradossi che stanno riguardando la cittadina brolese, ormai nel vivo della campagna elettorale dopo il commissariamento che ha visto l’ex maggioranza dimettersi in massa e abbandonare le redini del paese dopo un’era durata ventanni. I primi sentori quasi un anno fa; poi i blitz, il sequestro delle carte, gli interrogatori, l’avviso di garanzia, i mutui fantasma, ingenti cifre di contanti in mano a dipendenti comunali, l’aumento della bolletta dell’acqua, la confusione globale dei cittadini, un buco di più di 12 milioni di euro (ad oggi), le indagini della procura, la corte dei conti, i sigilli all’ufficio di ragioneri, eccetera eccetera eccetera.

Ecco riassunta, con una successione lineare di frasi, una delle pagine più buie, se non la più buia, di un Comune che adesso deve obbligatoriamente rialzarsi, rimboccandosi le maniche, per il bene sociale.

Carmelo Ioppolo
Ci chiediamo dunque, in tutto questo, come mai nessuno ha preso provvedimenti risolvendo un problema, alla fine veramente facile da affrontare, con un minimo di buonsenso? Perché creare un disagio sprecando tantissima acqua ed energia elettrica inutilmente? Cosa ci vuole a ricaricare una SIM? Questa è la gestione della cosa pubblica? 

Che vergogna! 

Che indignazione!!!

L’importante è però che il problema si sia risolto. 

In questo momento tragico per Brolo sono i cittadini che devono rimboccarsi le maniche, essere vigili e attenti. Osservare tutto, sopportare fino al limite, e poi denunciare le malefatte che in questo luogo hanno regnato sovrane.

Una cosa è certa. Il sistema è stato ripristinato. E di questo ne possono gioire tutti; men che meno chi se n’è fottuto! E questo è un dato di fatto.


Uno di voi!

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