Nazionalisti e
liberali contestano il governo Yanukovich, tra omicidi di poliziotti in scontri
di piazza e manifestanti che auspicano l'entrata nell'UE
di Pasquale
Andrea Calapso, VG, Istituto Superiore Francesco Maurolico
E' interessante
vedere come in Ucraina, nella capitale e nelle principali città, imperversi una
violentissima rivolta che ha come parole d'ordine il rovesciamento di
Yanukovich, presidente regolarmente eletto, e l'entrata nell'Unione Europea. E'
il rovesciamento della rivoluzione liberale, è un paradosso di portata storica.
Dei manifestanti che in maniera violenta auspicano l'accesso ad una comunità e
ad un modello economico che dovrebbe essere l'avanguardia della democrazia e
della libertà nel mondo. Ed auspicano il raggiungimento di tale modello tramite
il rovesciamento di un governo eletto democraticamente. Diversi poliziotti
uccisi, le principali sedi amministrative occupate dai manifestanti, barricate
nelle strade, clima da guerra civile. All'interno della protesta vi sono i
liberali, i maggiori sostenitori dell'entrata nell'Euro e nell'Unione Europea,
e svariati gruppi della destra ed addirittura della destra neo-nazista. Questi
ultimi però, come possiamo notare dal seguente stralcio di un'intervista fatta
da Eugenio Palazzini, per "Il Primato Nazionale" ad un manifestante
ucraino,Ihor Zahrebelnyj, membro del movimento
nazionalista ucraino Tryzub: "I movimenti nazionalisti stanno
partecipando attivamente alle proteste contro il governo di Kiev. Qual è la
vostra posizione, siete contrari o favorevoli ad eventuali accordi dell’Ucraina
con l’Unione Europea?"
"Il
successo del partito nazionalista “Svoboda” durante le ultime elezioni
parlamentari ha reso felici molti di noi che lottano contro il governo liberista,
purtroppo però i vertici del partito negli ultimi mesi si sono schierati a
favore degli accordi con l’Unione Europea. Tuttavia, indipendentemente da ciò
che la leadership di “Svoboda” pensa, tra i membri del partito ci sono molte
persone che sono contro l’Unione europea e ritengono che una rivoluzione
nazionale sia l’unica strada percorribile. Inoltre “Svoboda” non è l’unico
movimento nazionalista in Ucraina. Ci sono anche altre organizzazioni che sono
ferme e coerenti rispetto all’opposizione all’UE. Il movimento Tryzub, di cui
sono membro, ha dato vita a “Right Sector”, un raggruppamento di movimenti
nazionalisti che stanno prendendo parte alle proteste." E ancora:
"Qual è il vostro rapporto con gli
altri movimenti che si oppongono al governo di Yanukovych? Quali obiettivi
perseguite?""L’opposizione ucraina è piuttosto moderata. Noi,
invece , stiamo cercando di imprimere una svolta rivoluzionaria. Per noi
l’obiettivo principale delle proteste deve essere la cacciata e l’arresto di
Yanukovych, con il conseguente trasferimento di potere alle forze
rivoluzionarie e un totale cambiamento del sistema politico. Per quanto
riguarda l’approccio geopolitico, stiamo cercando di convincere i manifestanti
che l’asse con l’Ue deve essere messa da parte puntando ad un progetto
puramente nazionalista. Riteniamo comunque l’attuale opposizione liberale come
un male minore e la consideriamo come un alleato temporaneo. […] Siamo del
tutto consapevoli che l’opposizione cercherà di avvicinare l’Ucraina all’Ue ma
con il passare del tempo il popolo si accorgerà del grave errore e capirà che
l’unica soluzione per l’Ucraina è quella da noi proposta. Non c’è altra
possibilità, abbiamo bisogno del sostegno del popolo per cacciare Yanukovych ed
avviare una rivoluzione nazionale che impedisca l’adesione dell’Ucraina
all’Ue."
In
questo contesto, dove liberali democratici lottano al fianco di neo-nazisti ed
ultra-nazionalisti, tutti d'accordo sull'abbattere un governo democraticamente
eletto, ma in disaccordo su un punto fondamentale, ossia l'adesione o meno
all'UE ed al suo sistema economico, in questo contesto ove questi diversi
schieramenti politici non frenano però, rispettivamente, il sostegno i primi e
l'utilizzo i secondi della violenza fisica per il conseguimento dei propri obiettivi
politici, come testimoniano i diversi poliziotti uccisi e le testimonianze
tranquillamente reperibili tramite i mass-media e dal web, notiamo come gli USA
non hanno espresso fino ad ora nessuna condanna verso i manifestanti per la
condotta violenta e omicida della protesta, bensì continuano con le critiche al
presidente Yanukovich. Perché? Probabilmente, a mio avviso, per via del fatto
che quest'ultimo ha recentemente siglato accordi economici con la Russia di
Putin, dunque decidendo di non percorrere la via della "cooperazione
europea". Forse perché conosce i risultati economici che questa via sta
portando ai ceti popolari della Grecia, del nostro paese, della Spagna, del
Portogallo e più in generale dell'Europa, ed ha preferito percorrerne un'altra.
Insomma,
nazisti, liberali e nazionalisti appoggiati dalle principali sedicenti
democrazie del mondo, in una rivolta violenta volta ad entrare nell'Unione
Europea? Bizzarra situazione, difficilmente comprensibile se ci atteniamo agli
schemi preconfezionati dei "manifestanti buoni contro la terribile
dittatura", schema già utilizzato dagli USA in Jugoslavia, Libia o Siria.
In questi casi, infatti, i manifestanti/ribelli/terroristi perseguivano gli
interessi di potenze occidentali, da cui sono stati puntualmente sostenuti ed
appoggiati, dicendo di perseguire quelli del proprio popolo. Le bombe
all'uranio impoverito su Belgrado, la reintroduzione della Sharia in Libia
operata dai jihadisti messi al potere dalla coalizione occidentale che ha
abbattuto il Rais Gheddafi, e le prove che Carla del Ponte ha fornito all'ONU
il 9 Maggio 2013 sull'utilizzo di armi chimiche da parte dei ribelli siriani
(ELS) che combattevano contro il Presidente Assad, dimostrano che ai popoli di
questi tre paesi, hanno portato solo morte e sofferenza. Concludiamo con
un'analisi di Andrew Korybko, studente del Master presso
l’Università Statale di Relazioni Internazionali di Mosca (MGIMO)
(da un articolo di Alessandro Lattanzio, Aurora sito): " L’Ucraina è
stata a lungo al centro dell’ingerenza occidentale nell’ambito di un grande
gioco geostrategico volto a contrastare la Russia. Zbigniew Brzezinski
scrisse nel 1994 che “non può essere sottolineato abbastanza fortemente che
senza l’Ucraina, la Russia cessa di essere un impero, ma con l’Ucraina resa
subalterna e quindi subordinata, la Russia diventa automaticamente un impero.”
Poco più di un anno fa, gli Stati Uniti rilasciarono implicitamente una
dichiarazione tramite l’allora segretaria di Stato Hillary Clinton, secondo cui
avrebbero fatto tutto ciò che è in suo potere per respingere gli sforzi
integrazionisti economici della Russia. Dopo aver descritto i piani per
l’Unione Eurasiatica della Russia come “movimento per ri-sovietizzare la
regione“, ha minacciato “sappiamo qual è l’obiettivo e cerchiamo
di capire i modi efficaci per rallentarlo o impedirlo.” Senza dubbio, il
mondo assiste a ciò che gli USA avevano in mente quando minacciavano di
“rallentare” e “impedire” la cooperazione economica tra Ucraina e Russia."
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