Di seguito la nota del gruppo consiliare di maggioranza al Comune di Piraino.
Piraino: Il gruppo
consiliare di maggioranza “Insieme per un’alba nuova” chiama all’assunzione di
responsabilità la minoranza sul riconoscimento dei debiti fuori bilancio
contratti in epoca antecedente l’Amministrazione guidata dal Sindaco D.ssa
Maniaci.
Ferma
la presa di posizione del gruppo consiliare di maggioranza che sostiene
l’Amministrazione guidata dal Sindaco D.ssa Maniaci, durante l’adunanza del
consesso civico tenutosi lo scorso 23 Gennaio.
La
maggioranza della D.ssa Maniaci ha prodotto agli atti del consiglio comunale
una dura nota, contente una chiamata alla responsabilità della minoranza nei
confronti dei debiti fuori bilancio contratti dal Comune di Piraino negli anni
2008, 2009, 2010, 2011, quindi precedentemente l’elezione dell’attuale Sindaco.
I
consiglieri del gruppo “Insieme per un’alba nuova”, hanno stigmatizzato la
“strategia” seguita dalla minoranza consiliare di astenersi o non partecipare
alla votazione dell’ordine del giorno.
Forniture di beni e lavori svolti durante il mandato della precedente
amministrazione, oggi – si legge
nella nota - autorevolmente rappresentata
dall’attuale minoranza consiliare.
Nella
stessa nota, i consiglieri di maggioranza
si rendono disponibili a
garantire, in questa seduta, il quorum
“strutturale” necessario per la validità della votazione, tuttavia pretendendo
che il quorum “funzionale”, ossia il numero dei voti necessari per
l’approvazione delle proposte all’o.d.g., venga garantito solo ed
esclusivamente dai 5 consiglieri di minoranza, i quali dovranno assumersi oneri
ed onori in relazione ai lavori pubblici e alla fornitura dei beni e
servizi di cui si discorre.
In
un crescendo rossiniano, definiscono assurdo
e inverosimile quanto sostenuto dalla minoranza consiliare, ovvero le distanti
e biasimevoli posizioni assunte in merito a questi debiti. Sostanzialmente, i colleghi di minoranza
(allora amministratori) hanno disconosciuto la fornitura dei beni e dei servizi
inerenti i citati debiti, nonché hanno contestato la correttezza procedimentale
ovvero il modus operandi di amministratori e funzionari nella circostanza.
Dicendosi
“basiti”, i consiglieri della
maggioranza uscita vittoriosa alle elezioni dello scorso Maggio, evidenziano di aver rappresentato nella
precedente seduta consiliare, la carenza
istruttoria delle proposte di deliberazione afferenti il riconoscimento dei
debiti fuori bilancio, prodotti nel
quinquennio precedente l’elezione del
Sindaco Maniaci, ritenendo opportuno richiedere un’integrazione
istruttoria/documentale delle stesse, per
riscontrare circostanze di tempo e di luogo dei
lavori realizzati, nonché i soggetti politici che li avessero
commissionati, o che comunque avessero contezza dell’esecuzione degli stessi,
in ossequio al dovere di controllo e vigilanza che incombe in capo ai pubblici
amministratori.
Dall’integrazione
istruttoria richiesta, è emerso che alcuni dei lavori “senza copertura
finanziaria” sono stati commissionati direttamente da componenti della Giunta
precedente, altri sono stati oggetto di sopralluoghi da parte degli stessi.
Invece
uno dei debiti da riconoscere riguarda l’acquisto
di pedane per disabili a suo tempo collocate sugli arenili comunali, ben
visibili in questi anni, e di cui il precedente esecutivo, giustamente, tanto andava fiero.
Nel
medesimo documento, il gruppo “Insieme per un’alba nuova”, non lesina affondi
quando dichiara che risulta per
tabulas (v. deliberazione di C.C. n°36
del 07/10/2011, presenti gli allora Assessori Maurizio Ruggeri e Angelita
Terranova), che la precedente Amministrazione ha proceduto al riconoscimento di
debiti fuori bilancio per lavori eseguiti negli anni 2008/2009, fatturati dalle
ditte interessate negli anni 2010/2011, assolutamente carenti sotto il profilo
istruttorio e documentale (v. interventi degli allora consiglieri comunali
Salvatore Mastrolembo e Ignazio Natoli), indi stesso metodo, in assoluto
dispregio del principio di buon andamento e trasparenza a cui è subordinata
l’azione di ogni Pubblica Amministrazione. Ciò assume connotati ancora più inquietanti laddove si consideri che la
“pavida strategia” adoperata dalla minoranza consiliare, altro non fa che
pregiudicare il sacrosanto diritto di “incolpevoli”
imprenditori/lavoratori/artigiani di vedersi corrisposto il giusto compenso per
i lavori e le attività prestate a favore di questo Comune e nell’interesse dei
suoi abitanti, ignari concorrenti di un sistema “viziato ed illegittimo”, che
appare ben radicato nella prassi amministrativa del quinquennio precedente.
A
seguito della ribadita volontà della minoranza consiliare di astenersi e di non
partecipare alla votazione, il gruppo di maggioranza ha fatto cadere il numero
legale per la validità della seduta e i lavori sono stati rinviati di un’ora.
Alla ripresa è stato richiesto un rinvio, e la seduta è stata aggiornata a
Lunedì 4 Febbraio per la prosecuzione.
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