Il Presidente dell'Eurogruppo (coordinamento informale dei ministri dell'economia UE), Jean Claude Juncker ha sollecitato, in un'audizione al Parlamento Europeo, l'introduzione del salario minimo nei paesi dell'Unione Europea. La sua richiesta deriva dai dati mostruosi della disoccupazione in Europa, circa l'11%, ricordando che l'introduzione dell'Euro era stata accompagnata da tante promesse, come la riduzione degli squilibri sociali.
"Bisogna ritrovare la dimensione sociale dell'unione economica e monetaria, con misure come il salario minimo in tutti i Paesi della zona euro, altrimenti perderemmo credibilità e approvazione della classe operaia, per dirla con Marx." Queste le parole del politico lussemburghese.
Juncker ha inoltre sottolineato la mancanza di accordo sui passi da compiere nei prossimi anni per migliorare le attuali condizioni e far ripartire il continente, nonostante gli USA e gli altri paesi chiedano risposte precise per il futuro e non misure di corto respiro, come fatto sino ad ora.
Tuttavia, precisa che la situazione del 2013 è nettamente migliore dell'anno appena trascorso, ma pressa affinchè le istituzioni europee si impegnino concretamente per la crescita.
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