Verrà inaugurata il 24 novembre 2012 alle 18, presso il Monte di Pietà a Messina, la mostra di Gina e Nino Pracanica dal tema “IL TEATRO DELLA VITA LE MASCHERE DI GINA E NINO PRACANICA”.
Di seguito il comunicato:
Domani 24 novembre,
alle ore 18.00, un nuovo
appuntamento con l’Arte contemporanea, manifestazione promossa dall’assessorato provinciale alle Politiche
culturali, ideata e curata da Saverio
Pugliatti, consulente per gli eventi culturali del presidente della
Provincia regionale.
Le
sale del Monte di Pietà ospiteranno
le opere degli artisti Gina e Nino
Pracanica.
La
mostra dal tema “Il teatro della vita le
maschere di Gina e Nino Pracanica” sarà inaugurata dal presidente della
Provincia, on. Nanni Ricevuto e
dall’assessore provinciale alla Politiche culturali, Giuseppe Crisafulli.
Saranno presenti, inoltre: i critici d’arte Luigi Ferlazzo Natoli e Teresa Pugliatti.
Le suggestive sale espositive del Monte di
Pietà di Messina ospiteranno per due settimane l’evento.
In esposizione le maschere, prodotte nel
laboratorio degli artisti, narrano le storie degli uomini e dei loro mutamenti
attraverso le espressioni dei loro volti.
Eseguite dalle mani di Nino e Gina, centinaia
di maschere ci guardano dalle pareti, dai tavoli, del loro piccolo ma gremito
laboratorio.
Sono volti che ci guardano, pur dalle loro
orbite vuote, noi ricambiamo lo sguardo, e così ci incontriamo.
Alcuni ci fanno subito paura, e quasi orrore;
ma a poco a poco vi distinguiamo delle espressioni, che sono anche molto
precise e dirette: e vedremo che in alcuni c’è ironia, in altri
addirittura timidezza. E c’è chi ci
guarda con aria furbesca, quasi a burlarsi della nostra presunzione, del nostro
sentirsi “migliori” di loro. E c’è chi ride apertamente con la bocca
spalancata. Ma c’è anche chi è triste, e ci chiede tenerezza. Allora certe
deformità ci appaiono patetiche, e le vediamo con simpatia. Altri invece sono severi, portano un cappuccio e
ispirano rispetto. Forse sono personaggi importanti, come cerchiamo di capire.
Perché, infatti, a poco a poco diventiamo curiosi, e vorremmo sapere qualcosa
di loro. Poi ci sono le bambole (alcune
stupite, altre intimidite), che ci invitano a giocare.
Ma ad un tratto comprendiamo che tutti ci
invitano a giocare. E ad inventare storie che li riguardano. Una storia per
ciascuno. O una storia che li comprenda tutti. Seri e giocosi, felici e
infelici, buoni e cattivi, e spesso simili a pesci, a uccelli, a scimmie, a
cani, a gatti, anche ad animali fantastici.
Molti sono infatti gli uomini che hanno tratti zoomorfi. E qui
li rivediamo tutti, e li riconosciamo anche nei pesci e negli uccelli. Di
solito, nella vita, noi conviviamo con
loro.
E ce ne rendiamo conto qui, nel laboratorio
di Nino e Gina dove, con questi esseri di cartapesta, di cuoio, di legno, di
cera, di materiali fitomorfi, creati dalle loro mani, si svolge un Teatro della
vita. Ovvero, qui vediamo la vita come in un teatro.
Ed è infatti una storia della vita dell’uomo
che Nino ha pensato di raccontare in questa mostra.
Cerchiamo di seguirla, con l’attenzione e il
rispetto che il loro lavoro intenso e quotidiano merita (Teresa Pugliatti).

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