martedì 13 novembre 2012

17 NOV. - La GIORNATA di quegli studenti che sanno indignarsi...


In un contesto di crisi sociale, culturale ed economica i tagli ai finanziamenti della scuola e dell’università pubbliche rischiano di colpire i sistemi di istruzione in molti Paesi.
Il ruolo della scuola è e deve essere visto come un punto centrale in questo momento storico. La scuola deve diventare il luogo di una reale crescita ed educazione, aperto a tutti.
Per questo è importante investire nell'educazione  creando un sistema di diritto allo studio a livello nazionale ed Europeo, garantendo edifici scolastici sicuri, con riforme condivise sulla didattica, sull'innovazione dei programmi e sulle attrezzature delle nostre scuole.
Vogliamo una scuola che non sia sottomessa alle logiche delle aziende ma che possa far crescere dei veri cittadini, consapevoli e capaci di scegliere liberamente del proprio futuro, senza essere vincolati alla loro condizione economica o sociale.
La scuola è il primo fondamentale elemento da cui ripartire per costruire una vera democrazia e ritornare ad investire nella Conoscenza.
Il diritto ad accedere ai più alti gradi dell’educazione è un fondamentale diritto umano su cui si deve basare un nuovo concetto di sviluppo. La possibilità di accedere all'università non dovrebbe essere basata sul reddito, ma dovrebbe garantire ad ogni studente di formarsi e dimostrare le proprie capacità a prescindere dalla condizione economica di provenienza. Il finanziamento del sistema universitario da parte dello Stato è fondamentale. L’università è un bene pubblico e come tale dovrebbe essere sostenuto e promosso dallo Stato. La continua crescita delle tasse universitarie e la volontà di imporre sistemi di indebitamento per gli studenti – i cosiddetti prestiti d’onore – per poter accedere all'università sono le politiche più sbagliate e ingiuste che si possano fare nell'attuale situazione. Gli Stati dovrebbero incoraggiare la crescita del numero degli studenti e offrire loro una prospettiva, non impedire l’ingresso o ipotecare il futuro con ulteriori debiti bancari.
Vogliamo un cambiamento reale nel finanziamento dell’educazione pubblica, che possa garantire a tutti i giovani l’accesso alla Conoscenza senza indebitare il futuro e senza essere costretti a pagare tasse universitarie esorbitanti.
Vogliamo un reale cambiamento, vogliamo un’Europa che guardi al futuro, realmente democratica, capace di dare una prospettiva alle giovani generazioni e disegnare un nuovo modello di società che parta dalla Conoscenza e la valorizzi in tutti i suoi aspetti.
Oggi vogliamo ancora una volta denunciare l’esigenza di un cambiamento radicale che è tanto maggiore quanto è profonda la crisi nella quale viviamo.
Per questo saremo in tutte le piazze europee e mondiali il 17 Novembre perché come studenti abbiamo la responsabilità di essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo, partendo dalle nostre scuole, dalle nostre università e da tutti i luoghi della Conoscenza.

(dall'appello Europeo del coordinamento studentesco)

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA:
Ore 09.00 - Raduno degli studenti in Piazza Gramsci (Stazione)
Ore 09.30 - Partenza Corteo

Ore 17.00 - Incontro pubblico con il giornalista Antonio Mazzeo al Parco Comunale sul tema:
                   "La mafia e le sue infiltrazioni sul territorio".
                    (http://antoniomazzeoblog.blogspot.it/)

Ore 21.00 Concerto di gruppi locali al Parco Comunale con:
                   Chameleon Duo
                   Tenderband
                   Gli amici di Roberlino
Ore 24.00 - DJ set al Parco Comunale con:
                   Giuseppe Giddio
                   Simone Princiotta
(A breve i nomi dei gruppi che suoneranno al concerto)

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