Si tenta sempre di essere cordiali, soprattutto quando si parla di un
ministro (non) eletto dal popolo sovrano e che quindi incarna un'istituzione
che va rispettata a prescindere. Ma poi arrivano quei momenti in cui tutto ciò
che si trova sotto l'elemento distintivo tra il sesso maschile e il sesso
femminile, inizi ad gonfiare e girare in maniera vorticosa e surreale, quasi
sproporzionata, fino a toccare il suolo e iniziare a fare scintille.
Ma chi è questa donna che si concede il lusso di parlare di sacrifici? Lei, che non sa neanche il significato concreto del termine. Lei che non ha mai
rinunciato a nulla, in quanto di famiglia agiata, con ottima posizione
lavorativa e un mare di soldi. Lei che per i figli ha riservato il meglio,
dall'alto della sua posizione cattedrale. Questa donna si concede ancora il
lusso di parlare di sacrifici e di dire ai giovani di non fare i schizzinosi?
Bene. Noi qui smanettiamo il giorno. Ormai siamo abituati a sentircene
dire di tutti i colori: da bamboccioni a parassiti, da schizzinosi a deficienti
(perché conseguiamo la laurea fuori corso). Si, è vero, si può fare di più
anche con un sistema idoneo alle esigenze degli studenti. Ma l'Italia è allo
sfascio. E' questa la verità. E questi signori hanno ancora il barbaro coraggio
di dirci che dobbiamo "buttarci nel mondo del lavoro". Scusate: dov'è
il lavoro? Se me lo dite ci vado subito.
Signor Ministro: può indicarmelo lei forse? A no... credo di no! Non so
se i suoi figli hanno mai cercato lavoro; loro sono geniali, di alta categoria,
di altri livelli. Tanto è vero che sua figlia occupa due posti fissi.
Si chiama Silvia Deaglio, ed è la figlia
dell'attuale ministro del Welfare. La giovane talentuosa si è laureata
brillantemente in Medicina a 24 anni, oncologa a 28 e in più ha conseguito un
dottorato in genetica umana a 32 anni.
Penserete: si para per invidia? No, nulla da dire
sulla giovane geniale intelligenza di Silvia, ma sapere che essa possiede
ben due posti fissi mi fa perdere davvero il lume della ragione; infatti
essa detiene la cattedra di docente associato di genetica medica, alla facoltà
di Medicina dell'Università di Torino (guarda caso dove insegna la mammina
piagnona), e un altro come responsabile della ricerca alla Hugef,
fondazione che si occupa di genetica, genomica e proteomica umana.
Ma c’è di più: le ricerche della Silvia sono state
finanziate per intero dalla Compagnia di Sanpaolo (la
fondazione che, si ricorda, controlla banca Intesa Sanpaolo), dove la
mammina ha ricoperto la carica di vicepresidente nel periodo 2008-2010. Subito
dopo è stata anche vicepresidente del consiglio di sorveglianza di Intesa tra
il 2010 e il 2011.
Ma c’è ancora di più: dal 2002 al 2011 la carica di
amministratore delegato è stata ricoperta da Corrado Passera, attuale
ministro dello Sviluppo economico nella squadra di Monti.
Tutte coincidenze. Si, è probabile. Ma i fatti
parlano chiaro.
Di cosa deve parlare questa signora? Ella non può
capire. Noi non siamo choosy: niautri semu siciliani, e e picciotti siciliani
cci gunciò a minchia!
Altro che choosy …
C’è chi ha il coraggio di rimanere qui, nel Bronx,
a studiare negli atenei siciliani (devastati e arretrati). E dopo vent’anni che
ci si rompe il culo a studiare, ci si dovrebbe accontentare della prima cosa
che capita? Magari di andare a runcare erba? No, mi spiace. Non identifica …
dopo anni di SACRIFICI, quelli veri, quelli che loro stanno contribuendo a
rendere ancora più insopportabili, il
lavoro deve essere un punto di arrivo, e non sempre un punto di partenza. La
vita non può essere costituita solo di punti di partenza.
Dobbiamo abituarci all’idea che il posto fisso a
vita non può essere garantito? Bene. È per questo che l’Italia rimarrà
arretrata mentre tutte le altre nazioni, dove le intelligenze vengono cullate e
coccolate, vanno avanti in maniera esponenziale. I giovani Italiani vanno via,
e fanno bene.
D’atro canto qui, da noi, sono solo le raccomandazioni
e il reddito di papà che possono garantirti un posto di lavoro. E’ la realtà
dei fatti. Conoscenze e denaro… altrimenti si scappa via: truscia e parti… alla volta di un’isola felice.
Questa è l’Italia signor Ministro.
Questa è la verità.
Venga a cercare lavoro con me. Vedrà se sono choosy
o se è lei che dovrebbe cambiare sapone (quello intimo signor ministro).
Io non mi sento Italiano… ma per fortuna o
purtroppo lo sono…
Lo sono perchè sento che prima o poi qualcosa cambierà!


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