C’è una legge: chiara. E la legge
va rispettata: l’affissione abusiva è un reato. Eppure non tarda mai a
consumarsi, puntualmente, ad ogni occasione elettorale dove ogni buco è buono
per attaccar le belle facce. In realtà non è così. Non si possono imbrattare
tutti i muri, tutti i luoghi e tutti i laghi. E’ opportuno saper rispettare l’ambiente
a fare della legalità anche e soprattutto durante la campagna elettorale.
Messina, caso lampante, è
strapiena di manifesti elettorali affissi abusivamente. Il comando dei Vigili
Urbani ha subito provveduto alla copertura immediata. Poche parole: una
scritta: “ABUSIVO”. E in quella parola si concentra tutta la vergogna che un
candidato può provare.
La legalità dovrebbe effettuarsi
in ogni campo e non solo a parole e rispettare se stessi e gli altri: difatti
durante questa campagna elettorale c’è chi ha deciso di non stampare nemmeno i
manifesti elettorali. C’è chi lo ha fatto su carta riciclata e chi ha
utilizzato solo internet e i social network per raggiungere lo scopo
propagandistico.
Ma anche Brolo, Capo d’Orlando,
Torrenova e Sant’Agata presentano i loro nei. Numerosi in punti in cui l’affissione
clandestina la fa da padrona. Si sollecitano dunque le forze dell’ordine ad
intervenire affinché venga rispettata la legge in materia.
I comandi dei vigili urbani non
impiegheranno un’eternità a individuare i luoghi in cui vi è reato e provvedere
all’immediato oscuramento.
Anche questo giova alla buona
politica.
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