venerdì 5 ottobre 2012

IL GRILLO ZOMPA su RICCIARDELLO - Ultimo Atto


Il Grillo Dei Nebrodi – MoVimento 5 Stelle Sicilia

Caccia al voto tra “Compaesani” – Atto III°

Di seguito il terzo capitolo di Caccia al voto tra “Compaesani”.


A questo giro, il profilo che tenteremo di descrivere  è quello di Nuccio Ricciardello, candidato Fli, alle elezioni regionali 2012. Vogliamo ancora una volta sottolineare che il nostro intento non è di “infangare” o “insultare” i politici locali ma solo di stilare (anche con un pizzico di ironia) un profilo approssimativo dei suddetti perché riteniamo fondamentale che i cittadini debbano conoscere coloro che si propongono di governare una Regione come la Sicilia. Tutto questo si chiama democrazia. Le persone chiamate in causa possono smentire e/o rettificare nel qual caso trovino inesattezze in ciò che abbiamo scritto.

Nuccio Ricciardello – L’eterna promessa

Un destino che lo accomuna a molti calciatori, ossia quello di essere un’eterna giovane promessa in cerca  della sua prima buona stagione. Nel 97, fa il suo esordio nella scena politica, candidandosi come consigliere comunale nella bizzarra lista stile “Armata Brancaleone” guidata dall’allora Prof. Laccoto

Certo, come già spiegato nella seconda “puntata”, si trattò della competizione elettorale più fortunata della storia del paese, e l’allora ventottenne Nuccio (all’anagrafe Cono) raccolse ben 360 preferenze (voto più, voto meno), record rimasto imbattuto fino alle ultime comunali 2012. Come ricompensa il Prof. lo nominò subito suo Vice. Un ruolo che Ricciardello ricoprì fino al 99. Non si sono  mai potute ben comprendere le ragioni ufficiali del prematuro  allontanamento (dalla maggioranza) del giovane astro nascente della politica brolese. 

Era troppo indisciplinato? Non eseguiva pedissequamente gli ordini tattici disposti dal “Mister” Prof.? Creava scompiglio negli spogliatoi? Non lo sapremo mai con certezza, ma una cosa è sicura, nel rigido 4-5-1  del Prof. la disciplina tattica è fondamentale e chi non la rispetta viene spedito in panchina o non gli viene rinnovato il contratto per la stagione successiva. Negli anni che seguirono, la stessa sorte toccò all’altro indisciplinatissimo Nino Ricciardello, il quale voleva succedere al Prof. nella fascia di capitano del Comune di Brolo; e da ultimo, al valido ing.  Letizia, forse, anch’egli reo di aver messo in discussione l’infallibile modulo tattico. Tuttavia, anche negli anni successivi, Nuccio Ricciardello non abbandonò mai l’interesse per la politica, svolgendo il ruolo di sindacalista  UGL, e come uomo di fiducia dell’On.  Briguglio, ricoprendo diversi incarichi nei gabinetti regionali degli assessorati (turismo e lavoro) gestiti da quest’ultimo. Ma di Brolo nemmeno il minimo interesse. Passano gli anni, passa pure il 2002, l’anno delle comunali che vide contrapposti il suo ex Mister e l’allora On. Basilio Germanà,  ma Nuccio sembra proprio infischiarsene del suo piccolo comune. 

Ma improvvisamente, a stretto ridosso delle comunali del 2007, gli assopiti avversari dell’On. Laccoto si svegliarono dal letargo in vista  delle elezioni politiche  primaverili,  e come nei documentari naturalistici, scoppiò una dura competizione per la leadership fra tutti i “maschi dominanti”. Alla fine la spuntò Nuccio, il quale senza il consenso di nessuno si autoproclamò vincitore e unico sfidante di Salvo Messina, fedele e devoto pupillo del mister Laccoto. Ma evidentemente gli anni giovanili nel dream team del Prof. lo segnarono troppo e, come quest’ultimo, anche Nuccio Ricciardello non amava prendere le scelte collettivamente e la sua eccessiva sicurezza lo portò a sottovalutare troppo il suo balbettante avversario, che però aveva le spalle ben coperte. E come nel 2002 fu sbaragliato l’On. Germanà senior, anche Nuccio subì una pesante “Caporetto” con più di mille voti di scarto da Salvo Messina. Anche all’indomani della batosta, Nuccio dimostrò di disinteressarsi delle decisioni di gruppo o delle consultazioni con i compagni di squadra, dichiarando motu proprio che il futuro capo gruppo della minoranza comunale brolese sarebbe stato l’ex Presidente del Consiglio  Comunale, Nino Ricciardello.

Nessuno metteva in dubbio la maggiore esperienza di quest’ultimo rispetto agli altri colleghi di minoranza (i quali, eccetto Irene Ricciardello, erano tutti alla prima esperienza), ma l’ennesima decisione presa con un “colpo di mano” non fu accolta bene da tutti e in particolare dall’allora ventiduenne neoeletto ed inesperto Basilio Scaffidi. Quest’ultimo, un po’ per naturale indole alla contestazione, un po’ perché legato da vincoli di parentela e di amicizia con i Germanà, si battè per nominare  Irene Ricciardello (cognata dell’On. “Sardina”) capo gruppo di minoranza. Fu un errore gravissimo, che spaccò la minoranza in due e ne compromise inevitabilmente il buon funzionamento. Fallito anche questo tentativo, l’ormai non più tanto giovane “talento”, preparò di nuovo le valige e lasciò Brolo e la sua minoranza in balia del loro destino. Il suo nuovo “mister”,  l’On. Briguglio, lo volle con sé alla Regione, nei “suoi” assessorati. Qualcuno se lo aspettava candidato alle regionali del 2008, altri se lo aspettavano ancora una volta contrapposto al devoto e fedele delfino dell’On. Laccoto, ma lui stavolta si tenne lontano dal campo di battaglia. Ma al suo tutor non seppe dire di no, e quando quest’ultimo gli chiese di candidarsi e di morire valorosamente in battaglia per il FLI lui lo fece subito senza batter ciglio, ed anche se il suddetto partito oggi (in base ai sondaggi) non supera il 2%, decise di candidarsi alle regionali 2012. Ma fosse questo l’unico dato negativo, tanto di cappello e di rispetto. Il problema è invece che il Fli è un partito alleato con l’MPA dell’ex Presidente Ar-Raffaele Lombardo. Un partito che difficilmente  i siciliani sosterranno in massa dopo lo sfascio a cui ha portato la Sicilia, e che oltretutto, candida a presidente,  l’On. Gianfranco Miccichè. Quest’ultimo, abitudinario assuntore di cocaina* per sua stessa dichiarazione  resa  nell’ambito di un’inchiesta in cui era sospettato di essere uno spacciatore, si è reso ancora più noto quando nel 2007 dichiarò: “Falcone-Borsellino, che immagine negativa trasmettiamo subito col nome dell'aeroporto”. Non contento, l’On. Miccichè, proprio sotto la campagna elettorale, ha tenuto  a  ribadire il concetto dichiarando: “Continuo ad essere convinto che intitolare l'aeroporto di Palermo a Falcone e Borsellino, significa che ci si ricorda della mafia. L'aeroporto di Palermo lo intitolerei ad Archimede o ad altre figure della scienza, figure positive”. Alla faccia del senso dello Stato, delle Istituzioni e degli uomini che le hanno rappresentate con onore! Ma ritorniamo a Nuccio, l’ormai non più giovane promessa politica. 

Dobbiamo ammettere che noi non riusciamo a trovare argomenti convincenti per andare a votarlo, visto che siamo profondamente convinti che oggi, alla nostra bellissima terra siciliana servano proposte e soluzioni concrete. Credibilità.  Novità. Tutti ingredienti che Nuccio Ricciardello, e l’alleanza di cui fa parte,  a nostro parere non posseggono. Inoltre, come dice lo stesso Ricciardello nei suoi “santini” elettorali, ci vuole più Azione, ci vuole qualcuno che dia più occupAzione.

E Ricciardello non sembra  possedere le giuste credenziali per garantire tutto ciò. Ci perdoni anche Lei per le nostre possibili dimenticanze su ciò che ha fatto o su ciò che non ha fatto. Come ribadito agli altri due candidati brolesi, noi l’invito a risponderci e a smentirci sul web (o ovunque lei vorrà) gliel’abbiamo fatto  e, adesso, glielo riproponiamo, sperando che lei sia incline al libero e democratico confronto anche quando questo comporta il rischio di eventuali critiche.




Sarà un vero piacere.
Basilio Scaffidi; 
Simone Luca Reale; 
Maria Carla Ziino Colanino; 
Silvio Ricciardo; 
Paolino Ricciardo

Il Grillo Dei Nebrodi – MoVimento 5 Stelle Sicilia

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