Caccia al voto
tra “Compaesani” – Atto III°
Di seguito il
terzo capitolo di Caccia al voto tra “Compaesani”.
A questo giro,
il profilo che tenteremo di descrivere è
quello di Nuccio Ricciardello, candidato Fli, alle elezioni
regionali 2012. Vogliamo ancora una volta sottolineare che il nostro intento
non è di “infangare” o “insultare” i politici locali ma solo di stilare (anche
con un pizzico di ironia) un profilo approssimativo dei suddetti perché riteniamo
fondamentale che i cittadini debbano conoscere coloro che si propongono di
governare una Regione come la Sicilia. Tutto questo si chiama democrazia. Le
persone chiamate in causa possono smentire e/o rettificare nel qual caso
trovino inesattezze in ciò che abbiamo scritto.
Nuccio
Ricciardello – L’eterna promessa
Un destino che
lo accomuna a molti calciatori, ossia quello di essere un’eterna giovane promessa
in cerca della sua prima buona stagione.
Nel 97, fa il suo esordio nella scena politica, candidandosi come consigliere
comunale nella bizzarra lista stile “Armata Brancaleone” guidata dall’allora
Prof. Laccoto.
Certo, come già spiegato nella seconda “puntata”, si trattò
della competizione elettorale più fortunata della storia del paese, e l’allora
ventottenne Nuccio (all’anagrafe Cono) raccolse ben 360 preferenze (voto più,
voto meno), record rimasto imbattuto fino alle ultime comunali 2012. Come ricompensa
il Prof. lo nominò subito suo Vice. Un ruolo che Ricciardello ricoprì fino al
99. Non si sono mai potute ben
comprendere le ragioni ufficiali del prematuro
allontanamento (dalla maggioranza) del giovane astro nascente della politica brolese.
Era troppo
indisciplinato? Non eseguiva pedissequamente gli ordini tattici disposti dal
“Mister” Prof.? Creava scompiglio negli spogliatoi? Non lo sapremo mai con
certezza, ma una cosa è sicura, nel rigido 4-5-1 del Prof. la disciplina tattica è fondamentale
e chi non la rispetta viene spedito in panchina o non gli viene rinnovato il
contratto per la stagione successiva. Negli anni che seguirono, la stessa sorte
toccò all’altro indisciplinatissimo Nino Ricciardello, il quale voleva succedere
al Prof. nella fascia di capitano del Comune di Brolo; e da ultimo, al valido
ing. Letizia, forse, anch’egli reo di
aver messo in discussione l’infallibile modulo tattico. Tuttavia, anche negli
anni successivi, Nuccio Ricciardello non abbandonò mai l’interesse per la
politica, svolgendo il ruolo di sindacalista
UGL, e come uomo di fiducia dell’On.
Briguglio, ricoprendo diversi incarichi nei gabinetti regionali degli
assessorati (turismo e lavoro) gestiti da quest’ultimo. Ma di Brolo nemmeno il
minimo interesse. Passano gli anni, passa pure il 2002, l’anno delle comunali
che vide contrapposti il suo ex Mister e l’allora On. Basilio Germanà, ma Nuccio sembra proprio infischiarsene del
suo piccolo comune.
Ma improvvisamente, a stretto ridosso delle comunali del
2007, gli assopiti avversari dell’On. Laccoto si svegliarono dal letargo in
vista delle elezioni politiche primaverili,
e come nei documentari naturalistici, scoppiò una dura competizione per
la leadership fra tutti i “maschi dominanti”. Alla fine la spuntò Nuccio, il
quale senza il consenso di nessuno si autoproclamò vincitore e unico sfidante
di Salvo Messina, fedele e devoto pupillo del mister Laccoto. Ma evidentemente
gli anni giovanili nel dream team del Prof. lo segnarono troppo e, come
quest’ultimo, anche Nuccio Ricciardello non amava prendere le scelte
collettivamente e la sua eccessiva sicurezza lo portò a sottovalutare troppo il
suo balbettante avversario, che però aveva le spalle ben coperte. E come nel 2002
fu sbaragliato l’On. Germanà senior, anche Nuccio subì una pesante “Caporetto”
con più di mille voti di scarto da Salvo Messina. Anche all’indomani della
batosta, Nuccio dimostrò di disinteressarsi delle decisioni di gruppo o delle consultazioni
con i compagni di squadra, dichiarando motu proprio che il futuro capo gruppo
della minoranza comunale brolese sarebbe stato l’ex Presidente del
Consiglio Comunale, Nino Ricciardello.
Nessuno
metteva in dubbio la maggiore esperienza di quest’ultimo rispetto agli altri
colleghi di minoranza (i quali, eccetto Irene Ricciardello, erano tutti alla
prima esperienza), ma l’ennesima decisione presa con un “colpo di mano” non fu
accolta bene da tutti e in particolare dall’allora ventiduenne neoeletto ed
inesperto Basilio Scaffidi. Quest’ultimo, un po’ per naturale indole alla
contestazione, un po’ perché legato da vincoli di parentela e di amicizia con i
Germanà, si battè per nominare Irene
Ricciardello (cognata dell’On. “Sardina”) capo gruppo di minoranza. Fu un
errore gravissimo, che spaccò la minoranza in due e ne compromise
inevitabilmente il buon funzionamento. Fallito anche questo tentativo, l’ormai
non più tanto giovane “talento”, preparò di nuovo le valige e lasciò Brolo e la
sua minoranza in balia del loro destino. Il suo nuovo “mister”, l’On. Briguglio, lo volle con sé alla
Regione, nei “suoi” assessorati. Qualcuno se lo aspettava candidato alle
regionali del 2008, altri se lo aspettavano ancora una volta contrapposto al
devoto e fedele delfino dell’On. Laccoto, ma lui stavolta si tenne lontano dal
campo di battaglia. Ma al suo tutor non seppe dire di no, e quando quest’ultimo
gli chiese di candidarsi e di morire valorosamente in battaglia per il FLI lui
lo fece subito senza batter ciglio, ed anche se il suddetto partito oggi (in
base ai sondaggi) non supera il 2%, decise di candidarsi alle regionali 2012. Ma
fosse questo l’unico dato negativo, tanto di cappello e di rispetto. Il
problema è invece che il Fli è un partito alleato con l’MPA dell’ex Presidente
Ar-Raffaele Lombardo. Un partito che difficilmente i siciliani sosterranno in massa dopo lo
sfascio a cui ha portato la Sicilia, e che oltretutto, candida a
presidente, l’On. Gianfranco Miccichè. Quest’ultimo,
abitudinario assuntore di cocaina* per sua stessa dichiarazione resa
nell’ambito di un’inchiesta in cui era sospettato di essere uno
spacciatore, si è reso ancora più noto quando nel 2007 dichiarò: “Falcone-Borsellino,
che immagine negativa trasmettiamo subito col nome dell'aeroporto”. Non
contento, l’On. Miccichè, proprio sotto la campagna elettorale, ha tenuto a
ribadire il concetto dichiarando: “Continuo ad essere convinto che
intitolare l'aeroporto di Palermo a Falcone e Borsellino, significa che ci si
ricorda della mafia. L'aeroporto di Palermo lo intitolerei ad Archimede o ad
altre figure della scienza, figure positive”. Alla faccia del senso dello
Stato, delle Istituzioni e degli uomini che le hanno rappresentate con onore! Ma
ritorniamo a Nuccio, l’ormai non più giovane promessa politica.
Dobbiamo
ammettere che noi non riusciamo a trovare argomenti convincenti per andare a
votarlo, visto che siamo profondamente convinti che oggi, alla nostra
bellissima terra siciliana servano proposte e soluzioni concrete.
Credibilità. Novità. Tutti ingredienti
che Nuccio Ricciardello, e l’alleanza di cui fa parte, a nostro parere non posseggono. Inoltre, come
dice lo stesso Ricciardello nei suoi “santini” elettorali, ci vuole più Azione,
ci vuole qualcuno che dia più occupAzione.
E Ricciardello non sembra possedere le giuste credenziali per garantire
tutto ciò. Ci perdoni anche Lei per le nostre possibili dimenticanze su ciò che
ha fatto o su ciò che non ha fatto. Come ribadito agli altri due candidati
brolesi, noi l’invito a risponderci e a smentirci sul web (o ovunque lei vorrà)
gliel’abbiamo fatto e, adesso, glielo
riproponiamo, sperando che lei sia incline al libero e democratico confronto
anche quando questo comporta il rischio di eventuali critiche.
Sarà un vero
piacere.
Basilio
Scaffidi;
Simone Luca Reale;
Maria Carla Ziino Colanino;
Silvio Ricciardo;
Paolino Ricciardo
Il Grillo Dei
Nebrodi – MoVimento 5 Stelle Sicilia

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