parte delle Ferrovie dello Stato. Ad intestarsi questa
battaglia, qualche mese fa, Rosario Duca, Presidente Arci Gay Messina, che con
vigore e determinazione aveva chiesto immediate spiegazioni al Ministero dei
Trasporti, dopo alcuni disservizi riscontrati presso la stazione di Milazzo.
Riportiamo parti del testo di Duca: Lo scrivente n.q. di libero cittadino reclama il gravissimo stato di disagio a cui sono sottoposti i viaggiatori che ignari di tutto sono costretti a servirsi del servizio ferroviario.
Milazzo è una stazione cruciale per il turismo da e per le Isole Eolie, la stessa città a vocazione turistica non dovrebbe in alcun modo presentarsi con un biglietto di visita vergognoso come lo è la stazione ferroviaria. Chiarisco subito che la stazione versa in condizioni igienico sanitarie ottime, quindi non è questo il punto. Ma lo stato di abbandono a cui i turisti si trovano appena vi giungono in quanto nessun dipendente o ufficio informazione è presente nello stabile.
La cosa gravissima ed è quella
che con molti altri ho vissuto personalmente, è l’impossibilità di fare il
biglietto se si vuole utilizzare il servizio ferroviario:
1) Lo sportello al pubblico sempre chiuso o ha degli orari che
non rispettano il via vai del pubblico
2) Vi sono due macchine per biglietti automatici ma solo
funzionanti con carte di credito, non credo che il treno sia riservato solo a
chi possiede carte di credito o bancomat di alcun genere. Questo ha comportato
a molti viaggiatori multe salate pur non essendo colpevoli del disservizio
ferroviario in stazione.
3) Se non erro ancora la legislazione italiana permette di
utilizzare il contante, quindi trovo discriminatorio è dannoso per l’utenza che
non fa uso di carte di credito o in quel momento non c’è l’ha disponibile
dover subire l’umiliazione di
presentarsi al capotreno che spesso si mostrano arroganti ed incapaci di immedesimarsi sui fatti, e quindi come ho
avuto modo di assistere in un occasione un capotreno donna diceva al malcapitato
che doveva scendere alla prossima stazione o pagare una multa salatissima in
base al tratto di percorrenza ma sicuramente non inferiore ai 50 euro. La cosa
peggiore è che secondo lei l’utente deve andare alla stazione qualche giorno
prima comprarsi un numero di biglietti è tenerli a disposizione.
(...) Cosa giusta sarebbe che
quantomeno in estate la stazione ferroviaria fosse costantemente tenuta aperta
almeno in quegli sportelli informativi e lo sportello biglietteria per non dare
l’impressione o la certezza ai turisti di essere in una stazione e quindi in
una città di 5° mondo. Non dico 3° mondo perché avendo visitato nazioni
considerati tali ho trovato un servizio ferroviario funzionante e personale
altamente (se non qualificato) rispettoso verso la clientela.
Voglio solo raccontargli un
fatto: sono stato in uno di questi paesi dell’Africa in vacanza con amici che
portarono con se l’anziana nonna, giunti alla stazione del posto il capotreno
in persona prese sottobraccio la nonnina l’accompagnò al posto a sedere e ci
disse in francese che la nonnina doveva aspettare lui per scendere alla
stazione di arrivo. Cosa che successe regolarmente il capo treno non permise a
nessuno dei famigliari di far scendere la nonna dal treno ma in prima persona
se ne preoccupò.
Ora non dico che in Italia dovrebbe essere così, non abbiamo
queste delicatezze, ne tanto meno personale qualificato in tal senso, ma solo
persone che con la divisa da ferroviere credono di essere i Presidenti degli
Stati Uniti d’America, e spesso non sono stati aggrediti perché il pubblico
l’educazione c’è l’ha, molti vostri dipendenti no. Detto questo mi auguro in un
intervento risolutorio per quanto concerne la stazione di Milazzo (Me), e
continuo a vivere la speranza che vi ricordiate che l’Italia è uguale da
Bolzano a Pantelleria.
Rosario Duca
Ma anche il QuadrifoglioNews si era occupato della questione raccontando la domenica pomeriggio di due studentesse a cui è stato vietato di salire in treno per mancanza di biglietto... (per rinfrescarvi la memoria Cliccate Qui)...
In quell'occasione se ne occuparono parecchi giornali e testate, on line e cartacee. Non solo: Rosario denunciò l'accaduto a Gazzetta del Sud, che se ne occupò immediatamente, intitolando: BIGLIETTI SUL TRENO SENZA SANZIONI SE LE MACCHINETTE NON FUNZIONANO!
Era una voce unanime: un pensiero comune di tantissimi cittadini del comprensorio: una provincia in cui le stazioni ferroviarie sono lasciate all'abbandono vero e proprio.
Ed ora la risposta ufficiale da parte di Trenitalia. Lo aveva già preannunciato il Ministero che, con una nota di risposta a Rosario Duca, aveva garantito l'interessamento per la questione da lui sottoposta alla loro attenzione.
Ora l'epopea omerica sembra finalmente giunta all'epilogo, con una risposta ufficiale da parte di Trenitalia che da ragione a Rosario Duca: se le macchinette non funzionano, i biglietti si possono acquistare in treno, senza che i bigliettai oppongano obiezioni, inizino a sbuffare o, ancor peggio, facciano ostruzionismo sui passeggeri.
Adesso a risposta è ufficiale e dettagliata.
La si allega in originale affinché tutti i nostri lettori siano a conoscenza dei loro effettivi diritti di viaggiatori pendolari.
Un grazie a Rosario, cittadino libero e attivo, per essersi intestato una battaglia che, giunta al termine, lo ha visto vincitore, per se stesso e per noi.
Il documento ufficiale:
Come si vota?: CLICCA QUI



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