sabato 29 settembre 2012

SECONDA PUNTATA - Il Grillo zompa su LACCOTO!




Il Grillo Dei Nebrodi – MoVimento 5 Stelle Sicilia Caccia al voto tra “Compaesani”

Come anticipato qualche giorno fa, ecco di seguito il secondo capitolo di Caccia al voto tra “Compaesani”.
A questo giro, il profilo che tenteremo di descrivere in poche righe è quell’On. Giuseppe Laccoto. Deputato regionale dal 2006; sostenitore e membro importante dell’ultimo governo Lombardo.
Prima di proseguire vogliamo ancora una volta sottolineare che il nostro intento non è di “infangare” o “insultare” i politici locali ma solo di stilare (anche con un pizzico di ironia) un profilo approssimativo dei suddetti perché riteniamo fondamentale che i cittadini conoscano coloro che si propongono di governare una Regione come la Sicilia.

Tutto questo si chiama democrazia.
Le persone chiamate in causa possono smentire e/o rettificare nel qual caso trovino inesattezze in ciò che abbiamo scritto.

On. Giuseppe LACCOTO – L’allievo supera il maestro

Vecchia scuola democristiana, iniziato alla politica fin da ragazzino, venne scoperto dal compianto Saro Lione. Non perse però tempo, a trasferirsi, armi e bagagli, presso la più attrezzata concorrenza interna, diventando per anni “apprendista” di casa Germanà. Insomma, il classico esempio dell’allievo che supera il maestro.
Tuttavia, proprio a causa dei suoi “maestri”, almeno fino alla soglia dei cinquant’anni, non riuscì mai a fare il “salto di qualità” politico. Nel 1994 alla prima elezione diretta dei sindaci subì una sonora batosta da Basilio Germanà e nel 96, poi, subì la sua più cocente delusione, quando sempre i soliti Germanà lo fecero fuori da Forza Italia e da una sua possibile candidatura alle competizioni regionali di quell’anno, sotto il simbolo di quel nuovo e vincente partito.

Ma la fortuna, si sa, aiuta gli audaci, e l’anno successivo “una super botta di culo” gli bussò alla porta.
L’allora Senatore della Repubblica e sindaco uscente, Basilio Germanà (il papà dell’attuale “Sardina”) non riuscì a presentare tempestivamente la lista con la quale si sarebbe dovuto ricandidare alle comunali del paese. Pertanto, il Prof. Laccoto, ormai prossimo alla pensione e destinato a rimanere nel dimenticatoio della storia politica brolese, alla guida di una lista civica improbabile e concepita giusto per rimanere nella minoranza consiliare, giusto per passarsi il tempo nell’età della pensione, riuscì a prendere in mano il paese una volta per tutte.

Il sogno della sua vita!

Si ritrovò tra le mani un comune “vergine”, senza debiti e, soprattutto, senza piano regolatore.

Nel “ruggente” primo quinquennio, l’ancora Prof. Laccoto, portò avanti la classica politica del “panem et circenses” (pane e spettacoli): sagre, pani cunzati, feste della birra, feste dell’asino ubriaco, ma soprattutto, cantanti, tanti cantanti. Spettacoli canori da far impallidire anche San Remo. La logica era la seguente: il Comune non ha neanche un debito, la gente è contenta e si diverte, i bilanci non li vede nessuno e tutto si trasforma in un mega spot elettorale. Perfetto!
Ma attenzione, questa è solo una parte del disegno. In quegli anni il Prof. crebbe parecchio: seppe farsi amici; intrecciò legami ed alleanze politiche; distribuì “a pioggia” incarichi professionali in tutta la provincia; promise un Acqua-Park e un porto canale (e c’è chi dice avesse in mente di realizzare, altresì, i giardini pensili di Babilonia ed una base spaziale da far impallidire anche la NASA); infine, cosa molto importante, fece IL PIANO REGOLATORE.

E su quest’ultimo, ci furono parecchie male lingue che avrebbero asserito alcune “malefatte” compiute dall’On. Laccoto, peraltro, mai chiarite pubblicamente da quest’ultimo.

Ma il Prof. è ambizioso e punta in alto.

Negli anni che seguirono consolidò il suo potere dentro e fuori il paese; si riconfermò sindaco per la seconda volta battendo con ampio margine l’On. Basilio Germanà e sfatando il mito secondo il quale questi ultimi fossero i veri “Domini” della politica brolese.
Dopo un lungo girovagare per tutto l'arco politico/istituzionale, nel 2001 trovò dimora presso il suo secondo "vero amore" politico, la famiglia Genovese, le cui redini politiche, nel frattempo erano state prese in mano dal giovane Francantonio, autentico estimatore del "prof.”.
In seguito, diventò deputato regionale nel 2006 subentrando, appunto, a Francantonio Genovese il quale si era dovuto dimettere perché era stato eletto sindaco di Messina (per soli due anni). 

Le malelingue sostengono che l’unico a trarre beneficio dalla effimera sindacatura di Genovese fu, appunto, Il buon Laccoto, la cui "buona stella" peraltro assunse dimensioni leggendarie.

Da allora in poi, ha infatti mantenuto strette tutte le poltrone, sia quella brolese che lo scranno dell’ARS.

Infatti, il vero “deus ex machina” dell’attuale amministrazione brolese è sempre lo stesso Onorevole che amministra il Comune da più di tre quinquenni con gli stessi uomini (eccetto qualche piccolo ricambio per rimpiazzare “destabilizzanti dissidenti”) e con il suo fedelissimo delfino (anche in questo caso la fauna acquatica ci viene incontro), Salvo Messina
.
Ma andiamo a tirare le somme e vedere cosa ha prodotto per la collettività l’operato dell’On. Laccoto.

Partiamo con Brolo.

Dal 97 ad oggi Brolo ha accumulato debiti (non ci riferiamo ai debiti fuori bilancio, ma a tutte le situazioni debitorie nei confronti di artigiani, imprese, professionisti, decreti ingiuntivi, TIRRENO AMBIENTE, ENEL ecc. ecc.) per circa 4 MILIONI DI EURO, di cui 1.300.000 solo di decreti ingiuntivi presentati da Tirreno Ambiente ed Enel. In altre parole, dopo una scellerata politica improntata al “panem et circenses” ed a spettacoli canori di ogni sorta, tutti i nodi sono venuti al pettine.

Il comune non riesce più a pagare i suoi creditori, i quali, in gran parte, sono piccoli artigiani ed imprenditori che da anni non riescono più a recuperare un centesimo, rischiando così il fallimento. Inoltre, il debito di 600.000 euro contratto con la Tirreno Ambiente (la società che gestisce la discarica di Mazarà S. Andrea), ha legittimato quest’ultima ad impedirci il conferimento dei nostri rifiuti nella sua discarica. Com’è noto a tutti, ciò ha comportato gravi disagi relativi all’emergenza rifiuti esplosa in questa stagione estiva e non ancora risolta del tutto. Ecco i risultati di centinaia di migliaia di euro di spese a vuoto per manifestazioni, consulenze e progettazioni improduttive (una fra tutte, quella per il famoso Acqua-Park affidata ad uno sconosciuto progettista calabrese).

Sul fronte ARS, l’Onorevole Laccoto ha governato la regione insieme all’ex Presidente Ar-Raffaele Lombardo ed all’ex Assessore alla sanità dell’MPA Massimo Russo (quello del folle decreto che abolisce i piccoli laboratori di analisi in favore dei grossi centri), avendo ricoperto l’importante carica di presidente della commissione sanità (una sorta di vice – ministro).
Nelle more, per un singolare scherzo del destino, tempista più che mai, la famiglia coronò il sogno di una vita.
Dopo decenni trascorsi da titolare della piccola farmacia di Frazanò (poco più di mille anime), la signora Laccoto ebbe finalmente lo “sbocco a mare”, conquistando l’agognata farmacia che “conta” in quel di Milazzo.

In altre parole, la vicinanza all’MPA (il cui avvicinamento è stato manifesto, tanto da far pensare ad un possibile approdo in quest’ultimo) e a Lombardo gli ha permesso di fare il brutto ed il cattivo tempo nella sanità siciliana; di nominare dirigenti pubblici, di gestire un enorme bacino elettorale e, (anche questo non è male) di papparsi 3.000 euro in più al mese rispetto al normale stipendio netto mensile di circa 12 mila euro.
Adesso, anche lui (come del resto è la moda del momento) si indigna pubblicamente per lo sfascio economico – sociale perpetrato dal governo Lombardo a danno della nostra regione. Governo del quale lui stesso è stato parte integrante, avendo ricoperto (come già spiegato) l’importante carica di presidente della commissione sanità.

Non si scappa !

Ma se da amministratore pubblico, nel senso nobile del termine, inteso come gestore degli interessi collettivi dei cittadini brolesi e siciliani, l’Onorevole Laccoto, a nostro modesto giudizio, è stato un pessimo amministratore, da privato cittadino, invece, ci ha saputo fare con i propri affari.

Infatti, da quando era un semplice Prof., il suo patrimonio familiare è nettamente cresciuto: una lussuosa villa con piscina poco distante dal centro di Brolo; una farmacia in un grosso centro come Milazzo; una prestigiosa palazzina nel centro di Brolo.

Sorge spontanea la domanda: ma perché l’On. Laccoto non ha fatto l’imprenditore nella vita? 

Magari ci avrebbe guadagnato di più se non avesse speso tutte le sue energie nella politica (ossia, nella gestione degli interessi collettivi).

Ci avrebbe guadagnato lui e ci avrebbero guadagnato i cittadini. O forse è troppo ingenuo questo ragionamento?

Comunque, ci perdoni anche Lei per le nostre possibili dimenticanze su ciò che ha fatto o su ciò che non ha fatto. Noi l’invito a risponderci e a smentirci sul web (o ovunque lei vorrà) gliel’abbiamo fatto e, adesso, glielo riproponiamo.

Sarà un vero piacere.




Simone Luca Reale; Basilio Scaffidi; Maria Carla Ziino Colanino; Salvatore Bruno (1); Salvatore Bruno (2); Silvio Ricciardo; Rino Incognito; Paolino Ricciardo; Pietro Dovico Lupo; Rosario Natoli; Sergio Sidoti



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