di Antonio Bonnici
Fermato da quelle stesse persone che aveva
difeso durante il terrorismo perchè bersagli; poi, appena non è servito più a
salvare loro la vita, trucidato ignobilmente dalle belve di cosa nostra insieme
alla moglie che, secondo le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia,
doveva essere ucciso con lui e all'agente Russo, tanto temuto da far mettere in
allarme una retroguardia in caso di risposta al fuoco.
Dalla Chiesa veniva a Palermo con un grande dolore: per diventare prefetto doveva smettere di vestire quella divisa da Carabiniere con la quale aveva vissuto i momenti più importanti della sua vita, con la quale ha battuto il terrorismo nei cosiddetti anni di piombo. Ma veniva anche con la gioia di aiutare ancora il nostro Paese che tanto amava e che voleva fosse pulito, limpido come tutti gli Italiani onesti vogliono quelli che, non voleva deludere anche a costo della sua stessa vita.
Finchè coloro che lo piansero 30 anni fa racconteranno la sua storia ai figli e ai figli dei loro figli Lui, sua moglie Emanuela setti Carraro e l'agente Domenico Russo non moriranno mai nello spirito di ognuno di noi anche se carnalmente se ne sono andati in quella calda sera del 3 settembre 1982.
Antonio Bonnici

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