Caro Libero,
oggi i telegiornali del
mattino parlano di tante cose, di spread, di coalizioni, di sport, ma nessuno
parla di te, nessuno ricorda la tua vicenda, il sacrificio che hai compiuto 21
anni fa. E pensare che quando andasti ospite a Samarcanda giustificavi la
scelta di portare la tua battaglia in tv dicendo “… E se ho fatto questa azione
è perché credo soprattutto nei mass-media”.
Per questo che ho
deciso di scriverti questa lettera che vuol essere anche e soprattutto un
ringraziamento per quello che hai fatto, perché è anche grazie a te se oggi
possiamo camminare a testa alta sulla nostra Sicilia, è anche grazie a te se a
Messina dei ragazzi hanno il coraggio di distribuire dei volantini dove
chiedono alla Madonna di liberarli dal pizzo e dalla mafia, è anche grazie a te
se nella mia città la gente dopo anni di silenzio decide di denunciare il
racket delle estorsioni ed il malaffare.
Oggi è l’anniversario
della tua uccisione, ma io preferisco ricordarti con gioia, la stessa gioia che
usciva dal volto di tuo figlio quando ai tuoi funerali, portandoti in spalla,
faceva con la mano libera il segno di vittoria. Significava che, anche se
materialmente ti avevano ucciso con 3 colpi di pistola alla testa, tu eri vivo
più che mai e pronto a guidarci anche da lassù.
Magari per arrivare
alla tanto agognata libertà dalla mafia ci vorranno altri 20 anni o forse più,
ma so che nel nostro piccolo, facendo rete, ricordando figure come la tua e
denunciando il malaffare, ognuno di noi può contribuire a questa svolta
epocale.
Ho scelto di chiudere
questa lettera dedicandoti una canzone di Giorgio Gaber dal titolo “La libertà”,
credo che in essa si racchiuda tutta la tua filosofia di vita, infatti dice che
non bisogna crearsi una libertà, ma scendere in strada e conquistarsela con la
“partecipazione”. Secondo me non è un caso che un uomo come te si chiami
Libero. Già ti vedo a braccetto con Gaber che canticchi il ritornello.
Ti abbraccio e spero
che il sogno di una Sicilia o ancor meglio di un Italia libera dai mafiosi
prima o poi si realizzi. Grazie di
tutto, ciao Libero.
a cura di Ivan Bertolami


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