Le elezioni del Presidente della Regione e per il rinnovo
dell'Assemblea Regionale Siciliana si terranno il prossimo 28 ottobre 2012.
Lo ha stabilito la giunta di governo riunita questa mattina a
Palazzo d'Orleans.
Pochi i candidati alla presidenza certi: il primo è Rosario
Crocetta, con PD e UDC; il secondo è Gianfranco Micciché, con
Grande Sud, candidato del centrodestra.
E probabilmente sarà una partita a due. Crocetta, orfano dell’appoggio
di Idv e Sel, sarà il candidato di centrosinistra. Restano aperte, tuttavia,
tante storie e c’è spazio per le incognite nell’uno e l’altro campo.
L’elenco è lungo: Leoluca Orlando è in armi, e la cosa non
rappresenta una novità, ma non ha munizioni perché si è messo di traverso ma
non ha saputo, o potuto, indicare un’alternativa a Crocetta e Micciché. La
difficoltà nasce ogni volta che deve uscire dal suo loft: è un fulmine di
guerra se lavora per sé, si irretisce in
una strattattica quando deve sponsorizzare qualcuno, anche nel suo alveo
naturale.
Resta il convitato di pietra nella partita fra centrosinistra
e centrodestra, ma con un peso assai lieve dopo le decisioni di Pdl e Pd. Lo
spazio si è ristretto, gli resta la soluzione Claudio Fava, il candidato di
Sel, che Nichi Vendola ha deciso di sostenere alle regionali siciliane,
evitando così di dovere scegliere fra il Pd e l’Idv in vista delle politiche.
Tutto, infatti, si tiene. Le decisioni nazionali sono e
restano nazionali. Perché influenzano (e sono influenzate) dal rinnovo del
Parlamento in primavera.
Sia il Pd, quanto Pdl e Sel hanno evitato di esporsi in modo
irreversibile e di metterci la faccia. Gianfranco Micciché è il promotore di
una scissione del Pdl. Non è mai stato amato dai berlusconiani di Sicilia, sia
quando reggeva le sorti del partito sia quando ha mandato all’opposizione il
Pdl nel parlamento regionale, sostenendo Raffaele Lombardo ed un nuovo governo,
alternativo al centrodestra. La sua candidatura lascia morti e feriti sul campo
e, soprattutto, provoca grande rammarico in coloro che dicono di essere stati
sempre obbedienti, leali e rispettosi delle volontà del capo e del suo secondo,
Angelino Alfano. Insomma, a che cosa è servito comportarsi correttamente se
viene premiato il ribelle per vocazione?
Al di là del rammarico e della delusioni ci sono ancora,
virtualmente, in lizza uomini di primissimo piano, come Innocenzo Leontini,
capogruppo parlamentare Ars del Pdl, che ha promosso con il Pid di Saverio
Romano, una Lista civica e la sua candidatura alla presidenza della Regione. Ci
sono Francesco Cascio, presidente dell’Ars, che lavora da quattro anni alla
candidatura, e Giuseppe Castiglione, coordinatore regionale del Pdl,
intenzionato fino a ieri a restare nel “ring” attraverso ormai improponibili primarie.
La forza maggiore, il realismo, le politiche vicinissime
rendono tutto più difficile e, insieme più facile: o ti mangi questa minestra o
ti butti dalla finestra. E nessuno ha voglia di buttarsi. Naturalmente. Di
sicuro ne vedremo di cotte e di crude.
(liberamente tratto da siciliainoformazioni.com)

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