Arriva puntuale il ricordo di Carmelo Ioppolo e Sonny Foschino, presidenti delle associazioni ACIB e Peppino Impastato di Brolo,
nell'anniversario della scomparsa di Rita Atria, la ragazza che ebbe il
coraggio di denunciare la mafia al suo "zio Paolo", quel Paolo
Borsellino che adorava e stimava e per il quale, una settimana dopo il 19
luglio, si gettò nel vuoto dalla finestra dell'abitazione di Roma, in cui viveva nell'anonimato.
Ecco il comunicato:
"Oggi è un giorno
importante. Un giorno non meno importante della commemorazione del 19 luglio
che ci lasciamo alle spalle. Ricorre il ventennale della morte di Rita Atria,
la ragazza coraggio di Partanna che ebbe la grinta necessaria per denunciare.
Rita è un'eroina, per la sua capacità di rinunciare a tutto, finanche agli
affetti della madre (che la ripudiò e che dopo la sua morte distrusse la lapide
a martellate), per inseguire un ideale di giustizia attraverso un percorso di
crescita interiore che la porterà dal desiderio di vendetta al desiderio di una
vera giustizia. Rita (così come Piera Aiello) non era una pentita di mafia: non
aveva infatti mai commesso alcun reato di cui pentirsi. Ma, nonostante tutto, ebbe
il coraggio di ribellarsi. Di dire no a quegli stessi lupi che sedevano al
tavolo con lei. Ecco, una storia non meno atroce di quella di Peppino
Impastato. Brolo, tra l’altro, è un paese importante... Piera Ajello è proprio cittadina onoraria brolese. Una lapide commemorativa,
un gesto per ricordare, per promulgare, per raccontare la storia di Rita. Non
sia un ricordo solo di facciata o propagandistico. Diventi un modo
disinteressato politicamente per far conoscere la storia di una giovane
coraggio, simbolo di quel riscatto siciliano per troppo tempo atteso.

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