PALERMO, 16 GIU - Uno studente del liceo classico di Gela, non ammesso agli esami di maturita', ha presentato denuncia ai carabinieri dicendosi ''vittima di una grave ingiustizia'', accusando gli insegnati di abuso d'ufficio e chiedendo ''l'annullamento dello scrutinio finale per la sua classe''.
Il ragazzo pertanto ha segnalato alle autorità tale situazione che lo ha visto escluso dalle prove che lo avrebbero portato alla licenza liceale.
Si definì vittima di mobbing: sarebbero stati almeno cinque i docenti che avrebbero assunto ''un atteggiamento ostile'' nei suoi confronti e nei confronti di altri tre suoi compagni che vengono citati come testimoni. Come andrà a finire questa vicenda?
Si sà quanto siano importanti questi esami per la vita di un giovane che ha progetti per il futuro, che vuole sicuramente realizzare. E' anche vero che nelle scuole italiane a volte le ingiustizie, le vendette sono dure realtà che mettono alla prova gli studenti. Ma è anche vero che talvolta dietro quei banchi ci siano dei ragazzi spesso e volentieri svogliati e che pretendano chissà quali grandi medie senza toccare un libro.
Occorre ridisegnare l'etica dell'istruzione, che deve essere strumento per forgiare le intelligenze del domani. L'Italia ha tanto bisogno di persone preparate, che sappiano affrontare nel migliore dei modi tutte le piccole-grandi situazioni della vita quotidiana: abbiamo bisogno di bravi economisti, bravi medici, politici preparati e non "fantocci" manovrati da poteri piu' forti... speriamo che la situazione dello studente gelese si risolva nel piu' equo dei modi possibili.
Giuseppe Scaffidi
Fonte : Ansa
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