mercoledì 20 giugno 2012

INDIVIDUATO il MINISTRO che sta più sul cazzo!


Elsa Fornero sola contro tutti. È quello che sostiene Il Giornale in un articolo tagliente: non c'è ministro o rappresentante istituzionale che approvi il suo modus operandi. Così saccente ed autocentrata che risulta antipatica proprio a tutti, fatta eccezione per Mario Monti, vista l'amicizia di lunga data che li lega. Giancarlo Perla nel suo articolo non manca di ricordare le sue origini della Torino "bene", riconoscibili da quel piglio borghese e altezzoso che si tramuta in una gestualità tipica di chi ha problemi a gestire un ego troppo ingombrante. Aria da sufficienza, sguardo indagatore, la Fornero non riesce a incantare la folla nemmeno quando piange.

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Ed è proprio da lì che tutto ha inizio, dalla riforma delle pensioni. Le lacrime del ministro, all'annuncio dei sacrifici che gli italiani avrebbero dovuto affrontare, sono state viste da migliaia di italiani: la Fornero diventa subito la più celebre tra i nuovi ministri tecnici.

Perché è donna, di indole determinata ma sensibile e sembra tenace quanto basta. Forse troppo, vista la cocciutaggine con cui ha gestito in seguito (e tutt'ora) la riforma del lavoro. In origine era l'abolizione dell'articolo 18, poi il dietrofront (a quanto pare imposto da Napolitano) e infine un aut aut alle parti sociali. Poi la gaffe sugli esodati: 65 mila secondo lei, 390 mila secondo i dati ufficiali dell'Inps. Elsa grida al complotto: "Chi gioca al massacro andrebbe sfiduciato... chi ha passato i numeri lo ha fatto con dolo, per danneggiare il governo". Senza nemmeno ammettere il grossolano errore.

Un modo di fare politica che poco piace tra i partiti e che le è valsa una mozione di sfiduciadepositata alla Camera dalla lega Nord e da alcuni deputati di Idve e Pdl. Il giudizio emesso su di lei non ammette repliche: "La superficialità, per non dire l'indifferenza, con cui il ministro Fornero si sta occupando della drammatica questione degli esodati merita una presa di posizione netta da parte del Parlamento. Non c'è forza politica o sociale che non abbia sottolineato l'inadeguatezza del ministro Fornero. È ora di passare dalle parole ai fatti". Senza contare i battibecchi con il sottosegretario Polillo, con Patroni Griffi sui licenziamenti degli statali e l'antipatia che si è guadagnata con il ministro Giarda. Viene il dubbio che le sue lacrime non fossero di commozione.
fonte: yahoo notizie

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