venerdì 15 giugno 2012

CONSULTE GIOVANILI 2 - Finalmente Caranna si (ri)sente!


Vero è che spesso l'obiettività non paga. Spesso si cerca di rimanere "sulle righe", lasciando ai nostri lettori i metri di giudizio e e opinioni su ciò che scriviamo e riportiamo su questo blog. L'articolo dedicato alle consulte non voleva attaccare chicchessia, ma voleva solo essere una visione obiettiva di ciò che è stato fatto e di ciò
che non è stato fatto dall'organo costituitosi a Brolo e presieduto dal signor Ettore Caranna che, risentitosi sul social network facebook, ha così commentato:



"Chi lo ha scritto questo articolo? N1 la consulta giovanile aveva un mandato di soli 2 anni. N2 in poco tempo e con poche risorse abbiamo fatto le Brolimpiadi,la caccia al tesoro,la serata contro la violenza in più con aiuto del comune e di psicologi abbiamo trattato nelle scuole temi importanti sul disagio giovanile.I membri eletti vengono votati dall'assemblea (per farne parte bisogna esserne iscritti) lo scopo della consulta e la sua forza era quello di portare la voce dei ragazzi direttamente in consiglio comunale, NOI dovevamo far valere le vostre iniziative e proposte. Nessuno e dico nessuno mi ha contattato in qualche modo,ne a me ne al direttivo (fatti incontestabili sino a prova contraria). Credo che Antonio sia un bravo ragazzo e sfortunatamente ha perso di poco anche se in democrazia, IO PURTROPPO sono semplicemente stato fortunato ad avere un sacco di amici che mi conoscono personalmente, che mi vogliono bene e che mi rivoterebbero in qualsiasi momento,provabilmente farò simpatia,sicuramente e con tutti i miei difetti,non sono un disagiato complessato che affronta la vita dietro ad una penna o ad un pc cercando di far rivalere lì i propri limiti e complessi d'inferiorità. Con la bocca si alzano i castelli e criticare è la cosa più facile del mondo per quelli che il film lo guardano ma non lo vivono."


Ha poi aggiunto Ettore:


"Questo articolo esprime un pensiero come comunitario,chi lo ha scritto deve parlare al singolare e metterci la propria faccia,accetto qualsiasi critica ma da persone,no dal pensiero di uno,pubblicato come dato di fatto e di opinione pubblica,pretendo e dico pretendo nome e cognome di chi lo ha scritto e che venga ripubblicato al singolare.Vediamo quanti la pensano così nome e cognome.Altrimenti che venga immediatamente cancellato,prima che prenda provvedimanti.RIPETO ACCETTO LE CRITICHE DI CHI PARLA PER SE E CI METTE LA FACCIA CON NOME E COGNOME,ALTRIMENTI è DIFFAMAZIONE."

Andiamo al succo del discorso: vediamo brevemente cos'è una "consulta giovanile".
In molti paesi, per moda, per tendenza e in alcuni rari casi per funzionalità, al consiglio comunale si affilia un organo chiamato “consulta giovanile”, la cui funzione è quella di farsi portavoce, presso le istituzioni amministrative, delle problematiche dei giovani, ma anche delle loro opinioni, o proposte.

Molti, però, purtroppo per “consulta giovanile”, intendono un’associazione che organizza delle rassegne di gruppi musicali emergenti , concerti e qualche partita di pallavolo… Insomma, l’opinione pubblica associa a “consulta giovanile” le seguenti qualificazioni: “niente di che”, o, al massimo “cose di politica”… In realtà, la consulta non è solo questo! 

O almeno, non deve esserlo!

Innanzitutto, per definizione, essa vuole essere un organo comunale, ma “apartitico”, nel senso che l’unico schieramento in cui milita la consulta è quello dei giovani dai 16 ai 30 anni, senza distinzione di idee politiche, gusti ed orientamenti.

In altri termini, la consulta vuole essere un organo super partes, il cui obiettivo principale è creare le condizioni adatte affinché i giovani possano realizzare al meglio il loro inalienabile diritto al divertimento, e alla cultura.

Ma per divertimento non si intende “cazzeggio”. 
Per divertimento si intende, invece, quell’esigenza biologica, a quanto pare innata negli esseri umani, di far gruppo, di stare insieme, o meglio, di realizzare qualcosa insieme a qualcuno.


La consulta, dunque, si prefigge di essere, non un’ ulteriore associazione che vada semplicemente a sommarsi alle altre già esistenti, né ha la minima intenzione di entrare in collisione con queste. Al contrario, seguendo la logica dell’inclusione, aspira a fungere da collante fra tutti i movimenti che interessano i giovani in quanto tali. 

L’obiettivo sarebbe stato quello di stimolare il fermento giovanile, in funzione di una certa sinergia tra le distinte associazioni.

So che può suonare utopistico. Ma la meta, in questo caso, è percorrere la strada, collaborando affinché le differenze possano condurre alla formazione di identità, e di idee.

Di tutto questo i giovani di Brolo, negli anni di attività della consulta, (biennale secondo le dichiarazioni del Presidente Caranna) hanno visto poco, se non niente. 

Un presidente non ha il compito di sedersi su una poltrona, ad aspettare che siano gli altri a proporre, a dire e fare. Un presidente deve spendersi in prima persona, andare a visitare, cercare le realtà giovanili, sponsorizzare e promuovere l'attività dell'organo che presiede con voglia di fare e di crescere. Un presidente ha il compito di discutere, interloquire con i ragazzi del proprio paese, per comprendere strategie, innovazioni e parametri da adottare per lo sviluppo sociale e culturale del proprio paese. 

Ribadiamo con forza: questo Traviglia lo ha fatto! Con altre metodologie, utilizzando altri canali che non ruotavano e non ruotano attorno alla consulta. Ma questa non vuole essere un'apologia del buon Antonio, che, sempre per quella democrazia di cui parla Caranna, è stato eletto in consiglio comunale. 

Qui le domande, dato che poi si diventa diabolici, sono diverse: dovevano essere i giovani a venire da voi a portare le loro proposte in comune? Dovevano essere i giovani a proporre le iniziative? Dovevano essere i giovani a cercare voi, mentre il vostro compito era solo quello di attenderli per portare le proposte in comune?

Questo avrebbe forse senso in una città con centinaia di migliaia di abitanti, ma tutti questi passaggi in un paese di cinquemila abitanti si chiama PERDERE TEMPO.

La consulta doveva incontrare, proporre, ideare progetti e metodologie che potevano dare tanto al paese, dato che la risposta, vuoi per amicizia, vuoi per interesse, era stata massiccia alle prime elezioni (più di 200 ragazzi)... dei quali si aveva a disposizione un mail alla quale contattarli per incontri e iniziative. 

Dopo la nascita della consulta Salvo Messina dichiarò: “gli uffici, le strutture comunali, i fondi del bilancio saranno tutti strumenti che offriremo a questi giovani che rappresentato certamente il nostro futuro e le nostre aspettative migliori. Sono giovani maturi e consapevoli, che emanano energie positive, forti e dirompenti, certamente esempio di quella “meglio gioventù” verso la quale bisogna mettersi in ascolto, mostrarsi attenti alle loro esigenze, avvertire il loro disagio, offrire lo occasioni d’incontro e confronto.... una generazione della quale essere fieri”.

E' certo che il Sindaco di Brolo col suo "mettersi in ascolto" non intendesse di certo "concedere udienza", ma ben altro... e poi, siamo seri: quest'amministrazione, con pregi e difetti, è sempre stata vicina alle realtà giovanili (tanto è vero che le associazione Brolesi sfornano risultati a iosa). 


L'attivismo politico è mettersi a disposizione degli altri, compiere un servizio e godere assieme dei frutti che si possono raccogliere da una buona semina. 


Con questi obiettivi partì la consulta giovanile di Brolo (tratto da un articolo di Massimo Scaffidi Militone, direttore di Scomunicando):


Ma gli spunti più interessanti sono venuti sul “fare”.
Un giornale informatico per comunicare con tutti i giovani; la partecipazione diretta alle manifestazioni del comune e la realizzazione di alcune in splendida autonomia sono quello che guardando all’estate i giovani hanno proposto. Iniziative varie dalla riedizione della caccia al tesoro al falò di S. Lorenzo, dalle giornate dedicate all’ambiente alla rivisitazione di “giochi senza frontiere” attraverso i quartieri del paese. Ma soprattutto è emersa, prepotentemente, la voglia ad aprirsi agli altri al confronto al discutere. Sono questi i tratti salienti di quest’identikit costruttivo e positivo di un giovane brolese attento e preparato che emerge dal primo confronto. Un giovane che si chiede anche del disagio che serpeggia nella sua generazione, che esamina, dal di dentro, il bullismo d anche il consumo dell’alcol e che indica, criticamente, le responsabilità anche di ne vende ai minori, dai banconi di bar e ritrovi. Sono questi i giovani che hanno chiesto il confronto con le Forze dell’Ordine, non per accusare ma per farsi capire, non per denunciare ma per far diradare le nebbie create,. su una Brolo che vuole essere, e lo è, lantana da quei cliché che anche certa stampa, ama infittire, e dipingere con fosche tinte.

????

... e beh????

Bei propositi ... belle PAROLE!

Ad oggi il sito della consulta giovanile di Brolo risulta scarno e inconcludente:


visitalo da qui!
Blog Consulta Giovanile di Brolo

... e alcuni commenti li serbiamo per noi ...

Ai posteri l'ardua sentenza



f.to: Un disagiato complessato che affronta la vita dietro ad una penna o ad un pc cercando di far rivalere (?) lì i propri limiti e complessi d'inferiorità", ma che di certo non si fregia di un ciuffo di capelli laccato, di un pantalone attillato e di vivere la vita "ad alta velocità”, prendendo uno o due muri di tanto in tanto  =*

2 commenti:

  1. di solito quando si scrive un articolo di giornale bisogna essere obiettivi e distaccati, non mi sembra in questo caso. se non siete professionali evitate.

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  2. Non c'è niente di più semplice che rispondere a dei fatti con una frase come "non siete stati obiettivi".... se lei crede di essere stato offeso in qualche forma o qualche misura, faccia un controcomunicato stampa. Le assicuro che sarà pubblicato. Cari Saluti

    Sonny Foschino

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