lunedì 19 marzo 2012

PLACIDO RIZZOTTO è VITTIMA DI MAFIA! Per legge!


Brolo (ME) - E' di questi giorni la notizia del ritrovamento dei resti del corpo di Placido Rizzotto, il sindacalista ucciso a Corleone il 10 marzo 1948, in una “caccia” nei pressi del paese.

Dopo aver atteso per qualche giorno che qualcuno facesse chiarezza su ciò che si è detto, anche sulla stampa nazionale, in merito alla classificazione del sindacalista ucciso per mano mafiosa proprio tra gli elenchi di questa tipologia di vittime, abbiamo ritenuto opportuno, dopo semplici ma attente ricerche, dar certezza ad un fulgido ricordo.

Il presidente dell'ACIB (Associazione antiracket e antiusura Brolese) Carmelo Ioppolo, con uno sguardo sempre vivo sulla cronaca e sulla materia che gli compete, ha avuto modo di constatare un dato oggettivo, rilevante ma rimasto stranamente nell'ombra.

Lo stesso si meraviglia del fatto che nessuno abbia avuto l'accortezza, specialmente gli autori del documento chiave, che è già esistente una norma che legittima il riconoscimento di Placido Rizzotto come vittima di mafia. La Sicilia, nonostante tutto e tutti, è stata la prima regione in Italia ad emanare una
legge regionale concernente “Nuove norme in tema di interventi contro la mafia e di misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e dei loro familiari”. La legge
in questione è la nr. 20 del 13 settembre 1999.
A maggior conferma della bontà della suddetta legge, a distanza di quasi dieci anni, ed esattamente a novembre 2008 la Regione Sicilia approva un'ulteriore legge, la nr. 15 del 2008, che facendo riferimento alla già citata dispone ulteriori misure, corregge le lacune della precedente ed amplia, di fatto, i soggetti interessati dal provvedimento. Nello specifico, include nel testo normativo i Laboratori della legalità, Conto unico degli
appalti, istituzione Zone Franche della Legalità, costituzione obbligatoria di parte civile della Regione in tutti i processi di mafia, ecc.

Entrambe le leggi contemplano un lungo elenco di dirigenti politici e sindacalista uccisi dalla mafia nel periodo compreso tra il 1944 e il 1966, correggendo l'errore della legg nr. 20 che prendeva come riferimento il periodo tra il 1944 e il 1960.
Tuttavia, non arrogandoci la pretesa di fornire elementi di pertinenza giuridica, lasciamo agli esperti la facoltà di comprovare o confutare quanto fin qui scritto e riportato. Se
così fosse, riteniamo che questa mancanza sia riconducibile ad un vuoto di memoria, tra l'altro legislativo, rilevante per chi sino a questo a momento ha tenuto la memoria stessa in balia di quel caos di incartamenti e faldoni abbandonati a sé stessi.

Sonny Foschino
Giuseppe Scaffidi
Antonio Parlato

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