giovedì 9 giugno 2011

Il PRESIDENTE querela i firmatari

“Una vicenda che ha creato un polverone che non esiste”

INDIGNARSI DI CHE?

LA “IMPASTATO” RISPONDE A TONO
E DICHIARA DI VOLER PRESENTARE UN ESPOSTO A DANNO
DEI FIRMATARI DELLA LETTERA.


BROLOA renderlo noto è il presidente dell’Associazione Peppino Impastato, Sonny Foschino, il quale, con una nota ufficiale, è intervenuto sulla risonante questione venutasi a creare, scusandosi per il ritardo dovuto agli “iter burocratici seguiti per far fronte alla vicenda”.

Una lettera denuncia, un appello alla cittadinanza, al mondo degli “Adulti” presentato da sei giovani brolesi.
I sei firmatari, avevano scritto e pubblicato una lettera aperta ad alcuni sindaci del comprensorio, al sindaco del comune di Brolo Salvo Messina e al presidente dell’Associazione Culturale Onlus Peppino Impastato di Cinisi, prof. Salvo Vitale.

La stessa, inviata inoltre alla comunità tutta, invitava il mondo degli “adulti” ad un sostegno morale dei giovani scriventi, i quali dichiaravano di essere giovani che “credono e sperano ancora di poter credere nel sogno della legalità”, di avere subito comportamenti scorretti da parte dell’attuale presidente in carica dell’Associazione brolese, e ufficializzavano lo scioglimento “ad imperio” della compagnia “Peppino Impastato”; infine (senza nesso logico tra il prologo e l’epilogo) rivendicavano il pagamento degli spettacoli estivi presso i comuni, invitando i sindaci a liquidare i compensi o, eventualmente, a devolverli in beneficienza.

Il Presidente dell’Associazione Impastato rende noto quanto segue:



Alla cittadinanza
nostra unica vera forza

Al Sindaco del Comune di Brolo

…e per conoscenza…

Ai sindaci dei Comuni di: Caprileone,
Gioiosa Marea,
Ficarra,
Piraino.

Al professor Salvo Vitale
Presidente dell’Associazione Peppino Impastato di Cinisi



Cari amici,
anzitutto ci preme scusarci per il ritardo della nostra risposta, dovuta agli iter burocratici intrapresi per far fronte alla vicenda in questione.
A scrivere è Sonny Foschino, Presidente pro-tempore dell’Associazione socioculturale “Peppino Impastato” di Brolo.



Questa nostra vuole essere una riflessione condivisa in merito alla vicenda venutasi a creare qualche giorno fa riguardante la lettera aperta pubblicata dai sei famosi splendidi ragazzi: Luca Scaffidi Militone, Francesco Pintaudi, Giuseppe Ziino, Antonino Colantropo, Maura Miragliotta e Rosita Di Luca.

In verità dato che stava per essere inviata anche oltreoceano, tranne che ai diretti interessati, non eravamo in obbligo di rispondere.
Ma siccome, onde evitare di lasciar trapelare la parvenza di possibili lati oscuri, ci è sembrato opportuno, doveroso nei riguardi della comunità nebroidea e provinciale rendere noto quanto segue.

E lo faremo con un sorriso sulle labbra, come nel nostro personale stile. =)

La presidenza che ci fregiamo di rappresentare ha sicuramente subito un colpo scontato, ma, di sicuro, più forte di quanto pensasse. Conosciamo questi bei ragazzi molto bene, anche dal punto di vista personale, e, di certo, credevamo, fino a non molto tempo fa, di avere di fronte gente già facente parte del mondo degli “adulti”; basandoci però sulle ultime dichiarazioni da loro stessi pubblicate, siamo stati costretti a fare dieci passo indietro nelle nostre precedenti convinzioni.



Per quanto riguarda le dichiarazioni rilasciate, una domanda ci sorge spontanea: ma su cosa dovremmo rispondere a questi “giovanotti” che, evidentemente, hanno molto tempo?

Bene, ci proveremo.

I giovani firmatari dichiarano di essere “ragazzi che hanno creduto e sperano ancora di potere credere nel sogno della legalità, dei corretti comportamenti, della lealtà e della giustizia”. Non crediamo, e ne siamo certi e convinti nell’affermarlo, che nessuno gliel’abbia mai impedito, in quanto noi non siamo i detentori del brevetto della legalità stessa, e quindi nessuno può impedir loro di continuare a farlo.

Rifacendosi alle loro stesse dichiarazioni, che ci preme riportare, essi asseriscono di aver “aderito all’idea di far nascere una compagnia teatrale, per coltivare la socialità e l’amicizia”. In merito a ciò si può dunque dire che, nostro malgrado, quando la socialità e l’amicizia vengono messe in discussione crollando di soppiatto e dopo svariati tentativi di ricostruzione andati a farsi fottere, diventa opportuno intraprendere strade diverse per il bene comune. Gli amici dovrebbero ricordare le serate trascorse assieme al tesoriere della nostra associazione, Paolo Cusmano, il quale ha inutilmente impiegato il suo tempo per cercare di riattaccare dei cocci ormai
svaniti. Potremmo soffermarci per un bel po’ su questo aspetto, ma siccome si entrerebbe in caratteri prettamente personali, non ci sembra opportuno tediare chi legge.



La “compagnia” alla quale si fa riferimento non era ancora stata perfezionata nei termini burocratici in quanto i primi “campanelli d’allarme” erano già ben visibili e preoccupanti (e ci riferiamo, nello specifico, al mese di gennaio 2011 quando la presidenza ha appreso da fonti certe che si stava iniziando a mettere i bastoni fra le ruote alla futura Associazione perché “alcuni di noi” erano fortunatamente e letteralmente “sfuggiti di mano”).
I firmatari continuano citando le “imprescindibili operazioni di sana democrazia, che prevedono la consultazione e la formale volontà della maggioranza”.

La risposta è semplice e scontata.
Essendo la “compagnia”, come da voi stessi affermato, non ancora perfezionata in termini burocratici, e dunque gruppo spontaneo non vincolato da nessuna norma o legge effettiva e statutaria, non eravamo in obbligo di “ufficializzare” la decisione di quella “minoranza” che ha letteralmente e legittimamente preso le distanze dai firmatari in questione per ragioni personali e di percorso. Ed è proprio per questo che nessuno era in dovere di richiedere ufficialmente un “personale consenso” di quella ipotetica “maggioranza” da voi in questo caso rappresentata.

Ci preme sottolineare che quella stessa “minoranza” a cui si fa riferimento, ad oggi, è formata da una quarantina di giovani “sparsi” per tutti i paesi dei Nebrodi tra Soci Effettivi, Simpatizzanti, Soci Fondatori e due prestigiosi Soci Onorari (media di età 17 anni) i quali si fregiano di condurre VERAMENTE una vita libera da ogni cappello, da ogni padrino politico e da ogni “burattinaio”; sono quegli stessi giovani che conducono un’esistenza all’insegna della legalità giornaliera ed effettiva; giovani ai quali non piace assolutamente perdere tempo; giovani
che sacrificano le loro energie GRATUITAMENTE per far fronte al problema mafia e per apportare un valido contributo a quella “lotta” che ormai va avanti da anni… insomma: ragazzi senza “grilli per la testa”.

La “dissolvenza in una generica associazione Socioculturale” di cui si parla nello scritto, non è altro che l’attuale Associazione Socioculturale “Peppino Impastato”, operante nel territorio da vari mesi ormai e con risultati lodevoli. Se abbiamo con convinzione continuato ad utilizzare l’intitolazione ad Impastato è perché abbiamo sempre creduto in ciò che abbiamo fatto, e, di certo, siamo sicuri che nessuno ne possegga “l’esclusiva”.

E andiamo alla frase cardine di tutto il fantastico tema da “dieci e lode”…

I firmatari asseriscono con convinzione e determinatezza che il tutto è stato “agito da una minoranza, “in barba” a quei principi in cui tanto credeva Peppino Impastato, ovvero: giustizia, comportamenti democratici e lotta ad ogni tipo di strapotere, violenza, prevaricazione e prepotenza, definibili “mafiosi” in senso lato.

Chiaramente la gravità, la volgarità e l’ingenuità contenute in queste frasi non possono che lasciarci l’amaro in bocca. Ma, d’altro canto, cosa ci si poteva aspettare da un gruppo di “giovani in crescita” che, evidentemente, hanno ancora tanto e tanto da apprendere?

Abbiamo sempre agito in funzione della giustizia e della correttezza (anche fin troppo) personale ed istituzionale nei vostri riguardi, senza individuali ed opportunistici scopi, spendendoci spesso anche a livello umano nei vari momenti di difficoltà attraversati da ognuno di noi (evidentemente qualcuno lo ha dimenticato con estrema facilità).

Cosa ci si poteva aspettare dunque? Solo questo. L’utilizzo di un social network per gettare fango su chi, fino a questo momento, si
è speso in toto per la realizzazione di obiettivi e di fini, mentre altri si sono letteralmente dileguati nell’oscurità.

E adesso arriviamo al punto fondamentale di tutto il “tema”, o, per dirla con linguaggio tipico di qualcuno di nostra conoscenza, al “focus” dello “sfogo” di tutta la fantastica letterina: le retribuzioni dei compensi, gli ingenti finanziamenti, le cospicue cifre.

Su questo ci preme rassicurare tutti i firmatari e l’opinione pubblica che NESSUNO si è mai preso il lusso di mettersi un solo centesimo in tasca, ma che tutto è stato speso per fini comuni.

La cifra di cui si parla nella missiva (un totale di euro 2.500, contributo da parte del Comune di Brolo per le procedure burocratiche e statutarie) non era destinata alla ripartizione fra i soci in quanto l’associazione non ha fini di lucro. Il contributo del comune stesso non è stato quindi erogato in seguito a prestazione artistica da loro effettuata come rimborso spese, ma come contributo e patrocinio per la costituzione di una associazione dedicata a “Peppino Impastato”, come del resto è stato fatto. Quindi con questa “ingente cifra”, unica e sola, i firmatari non c’entrano né per la porta né per la finestra.



Il contributo è stato ritirato il 21 gennaio 2011 e si è provveduto, dopo i dovuti procedimenti, a registrare lo statuto stesso (tuttora in vigore).

Il Presidente pro-tempore della “Peppino Impastato” non aveva stipulato nessun tipo di accordo in merito ed essendo ideatore e fondatore, nonché iniziale trascinatore dell’iniziativa, ha agito non “d’imperio”, ma secondo le regole di buona e sana convivenza civile, per alcuni ancora allo stato brado.

I firmatari parlano ancora di un “isolamento” verso il quale “qualcuno” li ha indotti.

Siccome non amiamo le operazioni di vittimismo per interagire sui sentimenti dell’opinione pubblica ci sembra opportuno ufficializzare che il 15 maggio, con una nota ufficiale affissa ad oggi
all’albo presso la sede legale dell’associazione, l’ufficio di Presidenza invitava i sig.ri “giovani in crescita”, riconoscendone a prescindere la validità sociale, a presentare domanda d’iscrizione all’associazione socioculturale “Peppino Impastato”.


A tale nota, il 31 maggio, abbiamo ricevuto la vostra “indignata” lettera alla comunità, al Sindaco di Brolo, ai Sindaci del Comprensorio (?), al Sindaco di Gioiosa Marea (??) e al Presidente dell’associazione culturale Peppino Impastato di Cinisi (???).

Che la cittadinanza sappia quanto sia stata dunque sproporzionata la nostra correttezza nei vostri riguardi; che l’opinione sappia la verità in merito a questa vicenda.

Certo, siamo abituati ormai a leggere solo frutti di bravi manipolatori della cultura e dell’autenticità, ma volenti o nolenti è la verità a trionfare sempre e in ogni luogo.

Chi si è fregiato di moventi ed ideali altisonanti” grazie al cielo, resterà sempre coerente con se stesso e con le linee guida sino ad ora intraprese nello spirito della comunione, della solidarietà e di uno stile di vita consono a tutto ciò che riguarda la lotta alla mafia.

Per concludere, in quanto non ci sembra opportuno tediare la cittadinanza, il Sindaco di Brolo e gli altri sindaci che tanto lavoro hanno da fare, o addirittura il Presidente Vitale di Cinisi, grandissima persona da noi stimata e ammirata che, di certo, non baderà a certe “ragazzate” puerili, dichiariamo ufficialmente che:

I compensi per quanto riguarda gli spettacoli realizzati durante la stagione estiva, tolte le spese a carico, quale service audio e luci, saranno ripartiti equamente come rimborso spese a ciascuno dei firmatari (e non come retribuzione), senza bisogno di allarmarvi o ricorrere a lettere aperte al Presidente della Repubblica.

C’è una certa differenza tra l’ “aver ragione di credere” e i dati di fatto. Tanto e vero che nessuno dei firmatari stessi si è degnato di richiederci formalmente (ne tantomeno ufficialmente prima di sputtanare la questione) le nostre intenzioni in merito a questa situazione. Si è “sparato a zero”, quasi “senza cognizione di causa”, come a voler screditare il nome di chi, non per farne vanto, impiega tempo, togliendo ore allo studio e al lavoro, affinché questa nostra Terra, questo nostro Paese, questa nostra Sicilia, possa trovare un riscatto per il sangue versato dei propri Figli.



Quindi non abbiamo tempo da perdere, ne tantomeno voglia di metterci a “giocare” con chi, purtroppo, è ancora “in crescita”, con questi giovanotti che, per quanto simpatici siano, con noi, dal punto di vista istituzionale e operativo, hanno poco a che spartire.

Certo, tutti noi siamo in crescita, ma di sicuro ci possiamo fregiare di avere già raggiunto importanti traguardi nella vita, di avere grandi progetti altruistici per il futuro e ovviamente di non sventolare la bandierina della legalità per i propri scopi personali e solo quando lo si ritiene opportuno per egoistici tornaconti.
Coltivare i sogni significa crederci. Noi, dal canto nostro, non abbiamo mai smesso di credere in questi sogni. Ci crediamo fermamente e possiamo asserire con convinzione che ce la metteremo tutta per realizzarli, affinché questi sogni stessi si tramutino in realtà vive e tangibili per la nostra comunità (e non solo per la cittadina di Brolo).




Ed ecco che vi aiutiamo dunque a “diventare Grandi” come da voi richiestoci. E per diventare grandi è necessario assumersi le responsabilità di ciò che si fa e delle azioni che si compiono.
La legalità va fatta alla luce del sole, senza intrighi e giochi di palazzo che alcuni ben conoscono. E, soprattutto, la forza più
grande dei ragazzi di tutta l’Associazione Impastato, nostra personale forza e nostro personale orgoglio, è la LIBERTA’.

Liberi da ogni colore politico, liberi da ogni padrino, vestiti a modo nostro senza il cappello di nessuno, senza i fili da burattino dei “vecchi e nuovi mostri” della classe dirigente tutta.

La LIBERTA’ e la TRASPARENZA sono i nostri cavalli di battaglia, e a nessuno, e ribadiamo nessuno, abbiamo permesso, permettiamo e permetteremo in nessun modo di attaccare questi nostri due saldi principi che fanno della nostra forza l’effettiva tangibile differenza.

Sonny Foschino
Presidente Associazione
“Peppino Impastato” (BROLO)


P.S. Dopo aver preso le dovute precauzioni e aver chiarito le nostre posizioni, siamo spiacenti di comunicare che l’Associazione ha intenzione di presentare nei giorni a seguire un esposto-denuncia presso le sedi competenti affinché vengano chiariti i caratteri giuridici della vicenda e verificare gli estremi per sporgere querela a danno dei firmatari.
Anche questo giova a crescere …


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